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Landing page che converte: la struttura blocco per blocco

di Giulia Gasperini|Lettura: circa 13 minuti
Indice della guida
  1. In sintesi
  2. Cos’è una landing page
  3. Perché alcune landing page convertono e altre no
  4. La struttura della landing page blocco per blocco
  5. Landing page
  6. Cosa provare per migliorare una landing page
  7. Esempi di landing page dai nostri progetti
  8. Landing page
  9. Il test dei cinque secondi sulla tua landing page
  10. Checklist della landing page
  11. Landing page e AI
  12. Domande frequenti
  13. La tua prossima mossa

Una landing page è una pagina costruita per un solo obiettivo: far compiere a chi arriva un’azione precisa, di solito lasciare il contatto o prenotare. A differenza della home, che presenta tutta l’azienda, la landing page parla a una persona che ha appena cliccato un annuncio con una domanda in testa, e le risponde. È il punto in cui una campagna guadagna o perde soldi: con lo stesso budget, una pagina che converte il doppio dimezza il costo per contatto. In questa guida vediamo perché alcune pagine convertono e altre no, la struttura blocco per blocco che usiamo nei nostri progetti e cosa provare per migliorarla.

In questa guida impari

  • cos’è una landing page, in cosa è diversa dalla home e perché conta così tanto nelle campagne;
  • la struttura in dieci blocchi di una landing page per la lead generation, con cosa mettere in ognuno;
  • quali test fare, in che ordine, e come misurare se la pagina migliora.

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In sintesi: la landing page che converte in cinque punti

Cos’è una landing page

Home del sitoLanding page
ObiettivoPresentare l’azienda e far navigareUn’azione sola: contatto, prenotazione, download
PubblicoTutti: clienti, fornitori, candidatiChi ha cliccato un annuncio preciso
Menu e linkMolti, per esplorarePochi o nessuno, per non distrarre
MessaggioGenerale, su tutta l’offertaSpecifico, sulla promessa dell’annuncio
MisuraVisite, pagine visteTasso di conversione, costo per contatto

Mandare il traffico di una campagna sulla home è uno degli sprechi più frequenti che vediamo. Chi ha cliccato su “sostituzione finestre a Brescia” atterra su una pagina che parla di porte, persiane, storia dell’azienda e certificazioni, deve cercare da solo l’informazione che voleva e spesso rinuncia.

Si pensaUna landing page deve essere corta.
In realtàDeve essere lunga quanto serve a rispondere ai dubbi. Per un servizio semplice bastano pochi blocchi; per una decisione importante servono prove, spiegazioni e risposte alle obiezioni.
Si pensaBasta una grafica bella.
In realtàLa grafica fa la prima impressione, ma il contatto lo decide il messaggio: promessa, prove e un’azione chiara.
Si pensaPiù campi nel modulo, contatti migliori.
In realtàOgni campo in più fa perdere persone. Chiedi solo quello che serve davvero alla prima risposta, e qualifica dopo.

Perché alcune landing page convertono e altre no

L’ottimizzazione delle conversioni (in inglese CRO, conversion rate optimization) parte da un’idea semplice: la persona che arriva sulla pagina si fa tre domande in pochi secondi. Sono nel posto giusto? Posso fidarmi? Cosa devo fare adesso? Se una delle tre risposte manca, se ne va.

Domanda del visitatoreCosa la risolveCosa la rovina
Sono nel posto giusto?Titolo coerente con l’annuncio, immagine del servizioTitolo generico, pagina su altro
Posso fidarmi?Casi, recensioni, foto vere, persone, dati concretiImmagini di repertorio, promesse senza prove
Cosa devo fare adesso?Un pulsante chiaro, ripetuto, un modulo semplicePiù azioni in competizione, modulo lungo

L’effetto alone: la prima impressione decide il resto

Lo psicologo Edward Thorndike descrisse nel 1920 l’effetto alone: quando una caratteristica di qualcuno ci colpisce positivamente, tendiamo a giudicare meglio anche le altre. Sulle pagine web succede qualcosa di simile. Una pagina ordinata, veloce e con foto vere comunica cura, e chi la guarda tende a immaginare che anche il servizio sia curato. Una pagina lenta, affollata o vecchia comunica il contrario, anche se il servizio è ottimo.

Cosa insegna: il design di una landing page non è decorazione: è la prima prova di affidabilità che il visitatore valuta, prima ancora di leggere.

La struttura della landing page blocco per blocco

Questa è la struttura da cui partiamo per le landing page di lead generation dei servizi. Non tutti i blocchi servono sempre; l’ordine invece conta, perché segue le domande che il visitatore si fa mentre scorre.

1

Testata: promessa, prova e azione

Il titolo riprende la promessa dell’annuncio con le parole del cliente. Sotto, una frase che dice per chi è e cosa succede dopo il contatto. Un pulsante chiaro e una foto vera del servizio o delle persone. Se puoi, una prova subito: valutazione delle recensioni, anni di lavoro, un numero concreto.

2

Il problema, detto come lo vive il cliente

Due o tre frasi che descrivono la situazione di partenza. Chi si riconosce continua a leggere. È il blocco che fa dire “parla di me”.

3

La soluzione e come funziona

Cosa fai, spiegato in tre o quattro passi semplici. Toglie l’incertezza su cosa succede dopo il contatto, che è una delle ragioni principali per cui le persone rimandano.

4

I benefici, non le caratteristiche

“Materiali certificati” è una caratteristica; “nessuna muffa anche negli inverni umidi” è un beneficio. Tre o quattro benefici concreti, ognuno con una prova se possibile.

5

Le prove: casi, recensioni, numeri

Casi di clienti simili a chi legge, recensioni vere con nome, foto prima e dopo se il settore lo permette, loghi dei clienti nel B2B. È il blocco che risponde a “posso fidarmi?”.

6

L’offerta: cosa ricevi chiedendo il contatto

Cosa succede quando la persona compila il modulo: una consulenza gratuita di trenta minuti, un sopralluogo, un preventivo in quarantotto ore. Più è concreto, meno sembra un rischio.

7

Le persone dietro il servizio

Foto e nomi di chi risponderà, una breve presentazione. Soprattutto nei servizi, le persone scelgono altre persone.

8

Le obiezioni, in forma di domande frequenti

Prezzo, tempi, zona, garanzie, cosa succede se non va bene. Le domande che i commerciali sentono ogni settimana, con risposte oneste.

9

Il modulo, semplice

Nome, telefono o mail, e al massimo una o due domande utili per la prima risposta. Accanto, cosa succede dopo l’invio e chi richiamerà. Le altre informazioni si raccolgono al telefono.

10

La chiusura: ripeti la promessa e l’azione

Un ultimo blocco che riassume promessa e offerta e ripete il pulsante. Chi è arrivato in fondo ha letto tutto: è il momento di chiedere.

Landing page: velocità, telefono e tracciamento

Tre aspetti tecnici che decidono il risultato quanto i testi.

  • Telefono prima di tutto. La maggior parte del traffico dalle campagne social arriva da smartphone. Progetta e controlla la pagina sul telefono, non solo sul computer.
  • Velocità. Una pagina lenta perde visitatori prima ancora di mostrarsi. Google misura l’esperienza della pagina con i Core Web Vitals: immagini leggere, pochi script, un tema pulito. Ne parliamo nell’articolo su come velocizzare WordPress.
  • Tracciamento. Ogni invio del modulo, ogni clic sul telefono e su WhatsApp deve essere registrato come conversione nelle piattaforme pubblicitarie e in Analytics. Senza, non sai quale annuncio porta contatti e le campagne ottimizzano alla cieca.

Cosa provare per migliorare una landing page

Una landing page non nasce perfetta. Si migliora con prove, una alla volta, partendo da quello che pesa di più. Questo è l’ordine che seguiamo.

OrdineCosa provarePerché prima
1Titolo e sottotitoloÈ quello che legge quasi chiunque arrivi
2Offerta: cosa riceve chi lascia il contattoCambia la ragione per agire, non solo la forma
3Immagine principale: foto vera contro alternativaPesa sull’effetto alone
4Numero e tipo di campi del moduloCambia quanti contatti arrivano e quanto sono qualificati
5Ordine e presenza dei blocchi di provaCambia la fiducia prima del modulo
6Testo del pulsantePiccolo effetto, ma facile da provare

Per ogni prova serve abbastanza traffico per decidere: con poche decine di visite a settimana, una differenza di pochi contatti può essere solo caso. Misura sempre due cose insieme, il tasso di conversione e la qualità dei contatti: una pagina che raddoppia i contatti ma porta solo curiosi non è migliorata.

Esempi di landing page dai nostri progetti

Tre progetti della nostra pagina dei casi studio in cui pagine dedicate per servizio hanno fatto la differenza.

Status Symbol

Erba sintetica

+895

contatti generati in 6 mesi. 5 € di costo per contatto su Google Ads.

Le leve usate: restyling del sito, landing page verticali per servizio, SEO locale, campagne sulla domanda consapevole.

Cosa insegna: una pagina per ogni ricerca importante risponde meglio di una pagina generica, e tiene basso il costo per contatto.

Leggi il caso →

Biolevel

Materiali per la bioedilizia

+1.500

contatti generati in 2 anni. Traffico dalla SEO cresciuto del 500%.

Le leve usate: landing page verticali sui materiali in canapa e calce, SEO e Google Ads.

Cosa insegna: le pagine verticali lavorano due volte: per le campagne e per Google, che le trova come risposte precise.

Leggi il caso →

Chiappa Arredamenti

Arredamenti per ristoranti

+159

richieste di preventivo. ROAS 13,6x con la lead generation.

Le leve usate: nuovo posizionamento sulla ristorazione, nuovo sito e nuovo materiale fotografico, Google Ads.

Cosa insegna: foto nuove e un messaggio rivolto a un solo tipo di cliente hanno migliorato anche la quota di richieste diventate clienti.

Leggi il caso →

Landing page: sei errori frequenti

  1. Mandare il traffico sulla home. Chi ha una domanda precisa non deve cercare la risposta tra tutti i servizi.
  2. Un titolo diverso dall’annuncio. Se l’annuncio promette una cosa e la pagina ne dice un’altra, il visitatore pensa di aver sbagliato.
  3. Più obiettivi nella stessa pagina. Chiama, scarica, iscriviti, seguici: troppe scelte fanno rimandare.
  4. Foto di repertorio. Persone sorridenti che non lavorano da te tolgono credibilità invece di aggiungerla.
  5. Modulo lungo e senza spiegazioni. Chi non sa cosa succede dopo l’invio, spesso non invia.
  6. Nessuna misura. Senza tracciamento non sai se la pagina converte, né quale modifica l’ha migliorata.

Il test dei cinque secondi sulla tua landing page

Il controllo più semplice per capire se la parte alta della pagina funziona. Ti servono una persona che non conosce la tua azienda e un telefono.

  1. Mostra la pagina sul telefono per cinque secondi, senza scorrere.
  2. Togli il telefono e chiedi: “Cosa fa questa azienda? Per chi? Cosa ti chiede di fare?”.
  3. Ripeti con due o tre persone diverse.

Se non sanno rispondere a tutte e tre le domande, la testata non fa il suo lavoro, qualunque cosa ci sia sotto. È lì che conviene intervenire per prima cosa.

Checklist della landing page

Spunta le voci prima di mandare traffico sulla pagina. Le caselle restano salvate su questo dispositivo e non viene inviato nulla.

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Landing page e AI: due richieste utili

L’AI è utile per scrivere varianti da provare e per guardare la pagina con gli occhi di chi non ti conosce.

Per scrivere varianti del titolo

“Questo è l’annuncio che porta traffico alla pagina: [testo]. Il cliente in target è [chi] e il suo problema, con le sue parole, è [problema]. Scrivi cinque titoli e sottotitoli per la testata della landing page, coerenti con l’annuncio, con approcci diversi: problema, risultato, prova, domanda, offerta. Niente superlativi.”

Per una revisione critica della pagina

“Ti incollo il testo della mia landing page, blocco per blocco. Leggila come un potenziale cliente che ha appena cliccato su [annuncio]. Dimmi dove smetteresti di leggere e perché, quali dubbi restano senza risposta e quali prove mancano. Non riscriverla: elenca i problemi in ordine di importanza.”

Se vuoi una landing page progettata e collegata alle campagne, trovi come lavoriamo nella pagina landing page; per una prima cifra c’è il preventivo del sito web. Sul blog ci sono anche gli articoli sugli elementi chiave di una landing page e su come aumentare il tasso di conversione.

Domande frequenti

Cos’è una landing page?

È una pagina costruita per un solo obiettivo, di solito far lasciare il contatto o prenotare, su cui arriva chi clicca un annuncio, una mail o un link. A differenza della home, parla di una sola offerta a un pubblico preciso.

Che differenza c’è tra landing page e sito web?

Il sito presenta tutta l’azienda a pubblici diversi e invita a navigare. La landing page risponde a una domanda precisa di chi ha cliccato un annuncio e chiede una sola azione.

Quanto deve essere lunga una landing page?

Quanto serve a rispondere ai dubbi del cliente. Per servizi semplici bastano pochi blocchi; per decisioni importanti servono spiegazioni, prove e risposte alle obiezioni.

Qual è un buon tasso di conversione?

Dipende molto da settore, offerta e provenienza del traffico. Più del confronto con medie generiche conta il tuo andamento: misura il tasso di partenza e miglioralo con prove successive, guardando anche la qualità dei contatti.

Quanti campi deve avere il modulo?

Il minimo per la prima risposta: di solito nome, telefono o mail e al massimo una o due domande utili. Le altre informazioni si raccolgono al telefono.

Serve una landing page per ogni campagna?

Serve una pagina per ogni promessa o servizio importante. Se più annunci fanno la stessa promessa, possono portare alla stessa pagina; se promettono cose diverse, servono pagine diverse.

La tua prossima mossa

Tre azioni per una pagina che lavora di più con lo stesso budget.

1 · OGGIFai il test dei cinque secondi sulla pagina che ricevi più traffico.
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2 · QUESTA SETTIMANAConfronta la pagina con la struttura in dieci blocchi e segna quelli che mancano.
Vai ai blocchi →
3 · ENTRO IL MESEAvvia la prima prova sul titolo e misura conversione e qualità dei contatti.
Vai alle prove →

Se vuoi un parere sulla tua landing page, ne parliamo in una consulenza: porta il link della pagina e l’annuncio che ci porta traffico.

Giulia Gasperini

Consulente di web marketing, divulgatrice e docente universitaria. Da oltre dieci anni aiuto le aziende a portare il loro know-how online con un metodo chiaro, e oggi guido la strategia di uno studio di specialisti senior.