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Corso Google Ads: come creare campagne di ricerca che portano clienti

di Giulia Gasperini|Lettura: circa 16 minuti
Indice della guida
  1. In sintesi
  2. Come funziona Google Ads
  3. Parole chiave e corrispondenze in Google Ads
  4. Quanto puoi pagare un clic
  5. Corso Google Ads pratico
  6. Le parole chiave escluse
  7. Cosa controllare in Google Ads ogni settimana
  8. Google Ads
  9. Google Ads
  10. Esercizio
  11. Checklist della campagna Google Ads
  12. Google Ads e AI
  13. Domande frequenti
  14. La tua prossima mossa

Questo corso Google Ads gratuito è pensato per chi vuole trovare clienti con le campagne sulla rete di ricerca: gli annunci che compaiono su Google quando una persona cerca proprio quello che vendi. È il canale della domanda consapevole, e per molte PMI è il più rapido per ricevere richieste in target. In questa guida trovi come funziona l’asta, come scegliere parole chiave e corrispondenze, come impostare la prima campagna passo per passo, le parole escluse e i controlli settimanali, con i numeri dei nostri progetti.

In questa guida impari

  • come funziona l’asta di Google Ads e perché non vince chi paga di più;
  • come scegliere parole chiave, corrispondenze e parole escluse senza sprecare budget;
  • come impostare una campagna di ricerca in otto passi e cosa controllare ogni settimana.

Vai subito alla checklist ↓

In sintesi: il corso Google Ads in cinque punti

Come funziona Google Ads: l’asta in parole semplici

Ogni volta che qualcuno cerca, Google fa un’asta in una frazione di secondo tra gli inserzionisti interessati a quella ricerca. Decide chi mostrare e in che ordine con il ranking dell’annuncio, che dipende dall’offerta ma anche dalla qualità: quanto l’annuncio è pertinente con la ricerca, quanto è probabile che venga cliccato, quanto la pagina di destinazione risponde a quello che la persona cerca. Contano anche le estensioni (sitelink, chiamata, località), che Google oggi chiama asset.

Posizione dell’annuncio ≈ Offerta × Qualità (pertinenza, clic attesi, pagina) + Asset

La formula è una semplificazione, ma rende l’idea: un annuncio molto pertinente con una buona pagina può stare sopra un concorrente che offre di più, e pagare meno. Google riassume la qualità in un punteggio di qualità da 1 a 10 per ogni parola chiave, visibile nell’account. Non è un obiettivo in sé, ma un buon segnale di dove intervenire.

Si pensaSu Google Ads vince chi spende di più.
In realtàVince chi è più pertinente per quella ricerca. Il budget conta per quante volte compari, la qualità per quanto paghi ogni clic.
Si pensaPiù parole chiave metto, più clienti arrivano.
In realtàPiù parole generiche portano più clic, spesso fuori target. Poche parole precise, con annunci e pagine dedicate, portano contatti migliori.
Si pensaBasta seguire i consigli dell’account.
In realtàMolti consigli automatici puntano ad aumentare la spesa o la copertura. Vanno letti uno per uno, chiedendosi se aiutano il tuo obiettivo.

Parole chiave e corrispondenze in Google Ads

La parola chiave è il tema su cui vuoi comparire; la corrispondenza dice a Google quanto può allargarsi rispetto a quel tema. Ci sono tre tipi:

CorrispondenzaCome si scriveQuando compariEsempio con “erba sintetica giardino”
Genericaerba sintetica giardinoRicerche correlate, anche con parole diverseAnche “prato finto”, “come curare il prato”
A frase“erba sintetica giardino”Ricerche che contengono il significato della frase“prezzo erba sintetica per giardino”
Esatta[erba sintetica giardino]Ricerche con lo stesso significato“erba sintetica per il giardino”

La corrispondenza generica oggi si affida molto all’intelligenza artificiale di Google, e con le offerte automatiche e un tracciamento solido può funzionare bene. Su account nuovi, con budget piccoli o senza dati di conversione, preferiamo partire da frase ed esatta: si spende meno per imparare e si legge meglio cosa succede. Google ha introdotto anche opzioni come AI Max per le campagne di ricerca, che allargano ulteriormente le ricerche coperte: le spieghiamo nel video tutorial AI Max.

Quanto puoi pagare un clic: il conto prima della campagna

Prima di aprire l’account conviene sapere quanto puoi permetterti di pagare un clic. Il conto parte dal valore di un cliente e arriva al clic in due passaggi.

PassaggioFormulaEsempio (numeri inventati)
Costo massimo per contattoValore di un cliente × contatti che diventano clienti2.000 € × 10% = 200 €
Costo massimo per clicCosto massimo per contatto × visitatori che diventano contatti200 € × 5% = 10 €
Con un margineLascia almeno un quarto di marginecirca 7,50 € a clic

I numeri sono inventati, servono a mostrare il calcolo. Se nel tuo settore i clic costano molto più del tuo limite, hai tre strade: alzare il valore del cliente (offerta), alzare la conversione della pagina (landing page) o scegliere parole più specifiche e meno contese. Il calcolo del costo per contatto lo trovi spiegato nella guida alla lead generation, con il calcolatore.

Corso Google Ads pratico: la campagna di ricerca in otto passi

1

Imposta il tracciamento prima di tutto

Moduli inviati, chiamate dagli annunci e dal sito, clic su WhatsApp: ogni contatto deve essere registrato come conversione in Google Ads, meglio se passando da Google Tag Manager e Analytics. Senza, le offerte automatiche ottimizzano i clic e tu non sai quale parola chiave porta clienti.

2

Scegli obiettivo e tipo di campagna

Per i contatti: obiettivo lead, campagna sulla rete di ricerca. Nelle impostazioni togli la rete Display dalla campagna di ricerca: mescolare i due canali rende i dati illeggibili. Valuta se tenere i partner di ricerca guardando i risultati dopo qualche settimana.

3

Imposta la zona con attenzione

Scegli i comuni o il raggio in cui lavori davvero. Nelle opzioni di località scegli le persone che si trovano nella zona, non quelle “interessate” alla zona: altrimenti compari anche a chi sta altrove.

4

Crea gruppi di annunci per servizio

Un gruppo per ogni servizio o intenzione, con poche parole chiave strette tra loro e una pagina dedicata. Un gruppo “impianti dentali” e uno “parodontite”, non un gruppo “dentista” con tutto dentro.

5

Scrivi annunci che rispondono alla ricerca

Gli annunci adattabili accettano fino a 15 titoli e 4 descrizioni, che Google combina. Metti la parola chiave nei titoli, il beneficio, una prova (anni, recensioni, casi), la zona e un invito chiaro. Varia davvero i titoli: quindici frasi quasi uguali non danno a Google niente da provare.

6

Aggiungi gli asset

Sitelink verso le pagine principali, numero di telefono, indirizzo, frasi di richiamo (“preventivo in 48 ore”, “sopralluogo gratuito” se vero). Rendono l’annuncio più grande e più utile, e migliorano il ranking.

7

Scegli la strategia di offerta e il budget

Con poche conversioni registrate, partire da “massimizza i clic” con un limite al costo per clic, o da “massimizza le conversioni” se il tracciamento è già solido, è una scelta ragionevole. Quando l’account ha accumulato conversioni, si passa a un costo per acquisizione target. Il budget giornaliero deve permettere almeno una decina di clic al giorno, altrimenti i dati arrivano troppo lentamente.

8

Inserisci le parole escluse dal primo giorno

Non aspettare di vedere i clic sprecati: le esclusioni ovvie si conoscono già. Le vediamo nel prossimo capitolo.

Le parole chiave escluse: dove si risparmia davvero

Le parole escluse sono la parte meno spettacolare di Google Ads e quella in cui si risparmia di più. Un primo elenco si prepara prima di partire, poi si allunga ogni settimana leggendo il rapporto dei termini di ricerca, cioè le parole esatte che le persone hanno scritto prima di cliccare.

FamigliaEsempi da escluderePerché
Lavorolavoro, offerte di lavoro, stipendio, corso, diventareChi cerca lavoro nel tuo settore, non un fornitore
Fai da tefai da te, tutorial, come fare, videoChi vuole farlo da solo
Gratis e usatogratis, usato, subito, noleggio (se non lo fai)Chi non è nel tuo prezzo o nel tuo servizio
Informazionecos’è, significato, wikipedia, pdfChi studia l’argomento
Fuori zonanomi di città dove non lavoriClic da persone che non puoi servire
Concorrentinomi di concorrenti (se scegli di non comparire)Clic spesso costosi e poco convertenti

Cosa controllare in Google Ads ogni settimana

Una campagna nuova va lasciata lavorare: cambiare tutto ogni giorno impedisce all’algoritmo di imparare e a te di capire cosa ha funzionato. Il nostro controllo settimanale ha cinque punti, sempre gli stessi.

ControlloDoveCosa fai
Termini di ricercaRapporto termini di ricercaAggiungi esclusioni e nuove parole chiave che convertono
Costo per contattoColonne conversioni e costo/conv.Confronta con il tuo costo massimo
AnnunciRisorse degli annunciSostituisci i titoli con rendimento basso
Quota impressioniColonne quota impressioniCapisci se perdi visibilità per budget o per qualità
Qualità dei contattiCRM o elenco contattiSegna quali contatti sono in target e quali no

L’ultimo punto non è in Google Ads, ed è il più importante: un costo per contatto basso con contatti fuori target è un costo alto. Per approfondire la lettura dei dati c’è il video come ottimizzare le campagne leggendo i dati; per la struttura dell’account, come iniziare su Google Ads.

Tre progetti dalla nostra pagina dei casi studio in cui le campagne di ricerca hanno avuto un ruolo centrale.

Status Symbol

Erba sintetica

+895

contatti generati in 6 mesi. 5 € di costo per contatto su Google Ads.

Le leve usate: restyling del sito, SEO locale, landing page verticali, campagne sulla domanda consapevole.

Cosa insegna: quando le persone cercano già quello che vendi, parole precise e pagine dedicate tengono basso il costo per contatto.

Leggi il caso →

Biolevel

Materiali per la bioedilizia

+1.500

contatti generati in 2 anni. 25 € di costo per contatto su Google Ads, in un settore B2B tecnico.

Le leve usate: focalizzazione sui materiali in canapa e calce, landing page verticali, SEO e Google Ads insieme.

Cosa insegna: il costo per contatto “giusto” dipende dal valore del cliente: 25 € in un mercato tecnico possono valere più di 5 € in un mercato di consumo.

Leggi il caso →

iGuanti

Guanti da lavoro, eCommerce

15x

ROAS medio dell’account. Oltre 300.000 € di fatturato da Google Ads ogni anno, 5,80 € di costo per acquisto.

Le leve usate: ottimizzazione SEO, analisi delle conversioni, Google Ads gestite sulle performance, test periodici di nuovi prodotti.

Cosa insegna: anche partendo dal passaparola, la ricerca su Google può diventare un canale di vendita stabile se si misura ogni acquisto.

Leggi il caso →

Uno studio odontoiatrico nostro cliente: la campagna sul nome

Tra le campagne dello studio c’era una piccola campagna sulle ricerche del nome dello studio. A luglio ha speso 114 € e portato 4 telefonate, 28,50 € a contatto. Con la nuova struttura introdotta a fine luglio il costo medio per contatto su Google è sceso a circa 4 € nei primi giorni di agosto, un dato ancora provvisorio. Il motivo per tenerla: chi cerca il nome ha già deciso, e senza annuncio può trovare sopra di te un concorrente che fa pubblicità sul tuo nome.

Cosa insegna: la campagna sul nome non porta clienti nuovi, protegge quelli che ti stanno già cercando. Va tenuta piccola e separata, per non confondere i suoi numeri con quelli delle campagne che cercano clienti nuovi.

Un’azienda B2B del settore edilizia nostra cliente: contare i contatti giusti

A luglio la campagna su un prodotto tecnico ha portato 35 contatti con 607 € di spesa: 17,34 € a contatto. Ma solo 8 erano richieste dirette, gli altri 27 erano download di cataloghi. Contando solo le richieste, lo stesso budget vale circa 76 € a richiesta (calcolo nostro sui dati del report). Sono due contatti diversi, e conviene registrarli in Google Ads come conversioni separate, con valori diversi.

Cosa insegna: Google ottimizza quello che gli dici di contare. Se tutte le conversioni valgono uguale, cerca le più facili.

  1. Campagne senza tracciamento. Si spende senza sapere quali parole portano contatti, e le offerte automatiche lavorano alla cieca.
  2. Tutto in un gruppo di annunci. Annunci generici, pagina generica, punteggio di qualità basso, clic più cari.
  3. La home come pagina di destinazione. Chi cerca un servizio preciso deve atterrare sulla pagina di quel servizio, con un modulo.
  4. Nessuna parola esclusa. Si pagano clic di chi cerca lavoro, tutorial o soluzioni gratis.
  5. Display attivo nella campagna di ricerca. I clic dalla rete Display hanno intenzioni diverse e sporcano i dati.
  6. Cambiare tutto ogni giorno. L’algoritmo non impara e tu non capisci cosa ha funzionato. Una modifica alla volta, poi si aspetta.

Esercizio: le dieci ricerche dei tuoi clienti

Prima di scegliere le parole chiave, scopri come cercano davvero i tuoi clienti. Servono trenta minuti.

  1. Chiedi agli ultimi cinque clienti cosa avrebbero scritto su Google per trovarti. Segna le parole esatte.
  2. Scrivi su Google ognuna di quelle ricerche e guarda chi compare negli annunci e nei risultati.
  3. Usa lo strumento di pianificazione delle parole chiave di Google Ads per vedere volumi e costi stimati.
  4. Dividi le ricerche in tre colonne: vuole comprare, vuole informarsi, è fuori target.

La prima colonna è la base della tua campagna. La terza è il primo elenco di parole escluse. La seconda è materiale per i contenuti del sito e per la SEO.

Checklist della campagna Google Ads

Spunta le voci prima di attivare la campagna. Le caselle restano salvate su questo dispositivo e non viene inviato nulla.

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L’AI è utile per due lavori lunghi e ripetitivi: scrivere varianti di annunci e leggere il rapporto dei termini di ricerca.

Per scrivere i titoli degli annunci

“Scrivi 15 titoli per un annuncio Google Ads sulla rete di ricerca per [servizio] a [zona]. Massimo 30 caratteri ciascuno, spazi compresi. Dividili così: 4 con la parola chiave, 4 con un beneficio, 3 con una prova (usa solo queste prove vere: [prove]), 2 con la zona, 2 con un invito. Niente superlativi e niente promesse di risultati.”

Per leggere i termini di ricerca

“Ti incollo il rapporto dei termini di ricerca dell’ultima settimana con clic, costo e conversioni. Il mio servizio è [servizio], lavoro solo a [zona], non faccio [cosa non fai]. Proponi le parole da escludere, raggruppate per motivo, e i termini che convertono da aggiungere come parole chiave. Segnala i casi dubbi invece di decidere da solo.”

In tutti e due i casi controlla il risultato prima di inserirlo: l’AI non conosce i limiti di caratteri aggiornati e le regole del tuo settore meglio di te. Se preferisci affidare la gestione, trovi come lavoriamo nella pagina consulenza Google Ads.

Domande frequenti

Quanto costa fare pubblicità su Google Ads?

Non c’è una cifra minima fissa: decidi tu il budget giornaliero. Il costo per clic dipende dalla concorrenza sulle parole chiave e dalla qualità di annunci e pagine. Conviene partire dal costo massimo per contatto che puoi permetterti e calcolare da lì il budget.

Che differenza c’è tra campagne di ricerca e Performance Max?

Le campagne di ricerca mostrano annunci di testo a chi cerca le tue parole chiave e ti fanno vedere i termini di ricerca. Performance Max usa tutti gli spazi di Google con molta automazione e meno controllo. Per la lead generation di servizi partiamo quasi sempre dalla ricerca.

Quale corrispondenza delle parole chiave usare?

Su account nuovi o con budget piccoli conviene partire da frase ed esatta, che danno più controllo. La corrispondenza generica può funzionare bene con offerte automatiche e un tracciamento delle conversioni solido.

Cosa sono le parole chiave escluse?

Sono termini per cui l’annuncio non deve comparire, come “lavoro”, “gratis” o “fai da te”. Si preparano prima di partire e si aggiornano ogni settimana leggendo il rapporto dei termini di ricerca.

Dopo quanto tempo si vedono i risultati?

I primi contatti possono arrivare nei primi giorni, ma una campagna ha bisogno di qualche settimana per raccogliere dati e stabilizzarsi. Le valutazioni vanno fatte su periodi di almeno un mese.

Posso gestire Google Ads da solo?

Sì, se hai tempo per impostare il tracciamento e controllare la campagna ogni settimana. Molte aziende partono da sole e chiedono aiuto quando il budget cresce o i costi per contatto salgono.

La tua prossima mossa

Tre azioni per partire con il piede giusto, senza spendere un euro prima di essere pronto.

1 · OGGIFai il conto di quanto puoi pagare un contatto e un clic.
Vai al conto →
2 · QUESTA SETTIMANARaccogli le ricerche dei clienti e prepara l’elenco delle parole escluse.
Vai alle parole escluse →
3 · ENTRO IL MESEImposta tracciamento e campagna seguendo gli otto passi, poi fissa il controllo settimanale.
Vai agli otto passi →

Se vuoi un controllo del tuo account o della campagna che stai per lanciare, ne parliamo in una consulenza. Per il tracciamento trovi la pagina tracciamento e Google Analytics.

Giulia Gasperini

Consulente di web marketing, divulgatrice e docente universitaria. Da oltre dieci anni aiuto le aziende a portare il loro know-how online con un metodo chiaro, e oggi guido la strategia di uno studio di specialisti senior.