Fammi indovinare, hai guardato decine di tutorial sulle campagne Google ADS, hai davvero capito come funziona lo strumento e come si creano le campagne, ma ti senti ancora bloccato.
Hai paura di partire perché ti senti che manca qualcosa.
In questo articolo vedremo qual è la strategia e la struttura di campagne giuste che dovresti utilizzare per partire su Google ADS, senza sprecare budget.
Ok, partiamo subito. Se sei qui, probabilmente hai sentito parlare di Google Ads e ti stai chiedendo come iniziare senza bruciare il budget o, peggio, senza ottenere risultati.
Molti si lanciano a capofitto e commettono errori comuni. Oggi ti darò una road map chiara, spiegandoti la strategia e la struttura di base per le tue campagne.
Punto 1: Inizia con il Tipo di Campagna Giusto
Quando si inizia con Google Ads, l’errore più grande è voler fare tutto e subito. Il mio consiglio è di iniziare con le campagne sulla rete di ricerca, le cosiddette Google Search Ads.
Perché? Semplice: qui intercetti un intento altissimo.
Le persone che cercano su Google hanno già un bisogno specifico e lo stanno esprimendo con delle parole chiave. Questo significa che sono già a un buon punto del loro percorso d’acquisto e sono più propense a convertire.
Vantaggi delle Search Ads:
- Velocità: Ottieni dati e feedback molto più velocemente rispetto ad altri tipi di campagne. Questo ti permette di capire subito se la tua offerta è in linea con la domanda.
- Intento Elevato: Parliamo con persone che cercano attivamente “idraulico a Milano”, “scarpe da corsa online” o “consulente web marketing”. Sai già cosa vogliono!
- Controllo: Hai un controllo granulare sulle parole chiave, sugli annunci e sul pubblico. Questo è fondamentale all’inizio per capire cosa funziona.
Se hai un e-commerce: Oltre alla ricerca, considera anche le campagne Google Shopping. Se vendi prodotti fisici, Shopping è spesso ancora più efficace della ricerca, perché mostra direttamente il prodotto, il prezzo e il venditore. È altamente visibile e attraente.
Ma attenzione: se sei alle prime armi, inizia con una delle due, non con entrambe, per non disperdere il focus e concentrare il tuo budget.
Come capire se c’è qualcosa che non va: Le campagne Search ti permettono di vedere rapidamente se le tue parole chiave non sono pertinenti, se gli annunci non sono chiari, o se la tua landing page non converte.
Se dal pannello Google ADS vedi tanti click, ma le conversioni basse, sai dove andare a investigare. Se vuoi sapere esattamente come fare il setup corretto per una campagna Search, ho altri video specifici sul mio canale che trovi qui [Link ad altri video].
Punto 2: La Strategia di Bidding
Questo è un punto cruciale e dove molti si perdono.
Google Ads offre diverse strategie di offerta, ma non tutte sono adatte all’inizio.

Se non sai di cosa si tratta: una strategia di offerta su Google Ads è il metodo con il quale dici a Google cosa vuoi ottenere: più clic, più conversioni, puoi indicare anche un costo per conversione target, ecc.
Fase 1: Massimizza Clic
Quando inizi, Google non ha abbastanza dati per ottimizzare per le conversioni.
La tua priorità è raccogliere dati sui clic e sul traffico.
Imposta la tua campagna su “Massimizza Clic” (con un limite di offerta massima se sei in un mercato molto concorrenziale). Questo dirà a Google di portare il maggior numero di clic possibile entro il tuo budget.
Mantieni questa strategia per un periodo sufficiente a raccogliere un buon volume di dati, diciamo almeno qualche settimana o finché non hai almeno 10-15 conversioni totali. Questo ti darà la base di dati necessaria.
Fase 2: Massimizza Conversioni
Una volta che hai un po’ di dati sulle conversioni (ah, assicurati di aver configurato correttamente il monitoraggio delle conversioni!), puoi passare a “Massimizza Conversioni”.
Questa strategia istruisce Google a spendere il tuo budget per generare il maggior numero possibile di conversioni.
È l’algoritmo di Google che lavora per te, ottimizzando le offerte in tempo reale.
Prima di passare a questa modalità, assicurati di avere un flusso costante di conversioni, idealmente almeno 10-15 conversioni al mese per iniziare a vedere buoni risultati.
Più conversioni ha l’algoritmo, più è efficace nell’ottimizzare.
Fase 3: CPA Target
Questa è la fase avanzata. Una volta che le tue conversioni sono stabili e consistenti – parliamo di circa 30 conversioni al mese per un periodo di circa 3 mesi – puoi passare a CPA Target.
Con CPA Target, dici a Google quanto sei disposto a pagare per ogni conversione. L’algoritmo farà del suo meglio per mantenerti su quel costo, ottimizzando le offerte per raggiungere il tuo obiettivo.
Perché non passare subito al CPA Target?
Senza dati sufficienti, Google non saprebbe come raggiungere il tuo obiettivo e la campagna potrebbe sottoperformare o, peggio, non spendere affatto il budget.
Punto 3: Quali campagne non fare all’inizio
Ormai si sente parlare tantissimo di Performance Max, e Google la spinge molto.
Ma il mio consiglio è categorico: NON iniziare con le campagne PMax! Soprattutto se sei un principiante o non hai un volume elevatissimo di dati.
Perché evitarla all’inizio:
- Mancanza di controllo: PMax è una scatola nera. Google gestisce quasi tutto:
dove appaiono i tuoi annunci, chi li vede e come.
All’inizio, hai bisogno di capire cosa funziona e cosa no, e PMax non ti dà questa visibilità. - Costo: Se non hai un chiaro obiettivo di conversione e un pubblico già qualificato, rischi di spendere molto senza ottenere i risultati desiderati.
È una campagna potente, ma richiede dati consolidati e un’ottimizzazione costante, o la supervisione di un esperto. - Rischio di traffico non qualificato: Senza il giusto setup e dati, PMax può facilmente portarti traffico non in target da reti secondarie come Display o YouTube, diluendo i tuoi sforzi e il tuo budget.
Usa PMax solo quando le tue campagne Search sono mature, ottimizzate e hai un flusso costante e consistente di conversioni.
Punto 4: Location Targeting
Un altro errore comune è non impostare correttamente il targeting geografico.

Seleziona “Persone che si trovano regolarmente o che si trovano nell’area geografica target” (Presenza). Questa è l’opzione che ti garantisce di raggiungere utenti fisicamente presenti nell’area di tuo interesse.
Non selezionare “Persone interessate alla tua area geografica target”. Quest’ultima opzione può portare a mostrare i tuoi annunci a persone che vivono altrove ma hanno mostrato interesse per la tua area (es. un turista che cerca “hotel a Roma” ma vive a Milano). Questo può farti sprecare budget con persone che non sono realmente nel tuo raggio d’azione o non sono il tuo target primario per un servizio locale.
Punto 5: Scrivi Copy che Convertano
Le parole chiave ti portano le persone, ma sono i tuoi annunci a convincerle a cliccare. Non sottovalutare l’importanza del copy!
- Sii specifico: Non essere generico. Se vendi “scarpe da corsa”, non scrivere solo “Scarpe Online”. Scrivi “Scarpe da Corsa Leggere per Maratona” o “Le migliori scarpe da corsa per il triathlon”.
- Includi una Call to Action (CTA) chiara: Cosa vuoi che faccia l’utente? “Acquista Ora”, “Richiedi un Preventivo Gratuito”, “Scarica la Guida Completa”. Rendi chiaro il prossimo passo.
- Metti in evidenza i tuoi vantaggi unici (USP): Spedizione gratuita in 24h? Assistenza 24/7? Garanzia di rimborso entro 30 giorni? Dillo chiaramente nei tuoi titoli e descrizioni.
- Utilizza le estensioni annuncio: Sono fondamentali! Link sitelink, snippet strutturati, callout, estensioni di chiamata. Aumentano la visibilità del tuo annuncio, forniscono più informazioni e possono migliorare significativamente il Click-Through Rate (CTR).
Punto 6: Budget e Tempi
- Quanto budget? Non c’è una risposta universale, ma una buona regola di base è avere un budget giornaliero che sia almeno 10 volte il Costo per Clic (CPC) medio stimato per le tue parole chiave principali. Se il tuo CPC medio stimato è di 2 euro, un budget giornaliero di 20 euro è un buon punto di partenza. Questo ti permette di generare un volume di clic sufficiente per raccogliere dati significativi e far “imparare” l’algoritmo di Google.
- Sii paziente: Google Ads non è una bacchetta magica. Richiede tempo per ottimizzare, raccogliere dati e stabilizzare le performance. Non aspettarti risultati mirabolanti nel giro di pochi giorni. Pensa a un orizzonte di almeno 3 mesi per vedere i veri frutti delle tue campagne, soprattutto per le conversioni più complesse o per i settori con un processo d’acquisto più lungo.
Ricorda, dietro ogni ricerca su Google c’è una persona, con un bisogno, un problema da risolvere. La tua offerta, il tuo servizio, il tuo prodotto devono essere la soluzione a quel problema. - L’importanza dell’offerta: Proprio come nel B2B, anche nel B2C o per i servizi, se la tua offerta non è chiara, non è differenziante o non risolve un vero problema, Google Ads farà fatica a performare. Non è solo questione di “fare ADS”, ma di avere un prodotto/servizio che il mercato vuole e di cui ha bisogno.
- Monitora il funnel: Anche se Google Ads intercetta l’intento, pensa a cosa succede dopo il click. La tua landing page è ottimizzata per la conversione? La tua proposta di valore è chiara e convincente? Il processo di conversione è semplice e senza frizioni? Google Ads ti porta il traffico qualificato, ma la tua capacità di convertirlo dipende anche dall’esperienza utente sul tuo sito.
Seguendo questi punti, avrai una base solida per iniziare con Google Ads in modo strategico e concreto, evitando gli errori più comuni e massimizzando le tue possibilità di successo online.
Per questo video è tutto.
Grazie Fes di essere arrivato fino a qui, ci vediamo nel prossimo articolo!

