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Smarketing: perché i commerciali odiano i contatti del web e come portarli dalla tua parte

di Giulia Gasperini|Lettura: circa 13 minuti
Indice della guida
  1. In sintesi
  2. Cos’è lo smarketing
  3. Perché i commerciali odiano i contatti del web
  4. I tre errori che alimentano il conflitto
  5. L’accordo tra marketing e vendite
  6. Il file degli esiti
  7. La riunione di smarketing
  8. Il nuovo ruolo del commerciale con i contatti del web
  9. Esempi di smarketing dai nostri progetti
  10. Smarketing
  11. Esercizio
  12. Checklist dello smarketing
  13. Smarketing e AI
  14. Domande frequenti
  15. La tua prossima mossa

Smarketing è la parola, nata dall’unione di sales e marketing, che indica l’allineamento tra chi porta i contatti e chi li trasforma in clienti. Serve quando succede una cosa che in molte aziende si sente ogni settimana: “questi contatti del web non valgono niente”. Il marketing pensa di aver fatto il suo lavoro, i commerciali pensano di ricevere perdite di tempo, e i contatti restano in mezzo. In questa guida vediamo perché nasce questo conflitto, i tre errori che lo alimentano e come scrivere un accordo tra marketing e vendite che porta i commerciali dalla tua parte.

In questa guida impari

  • perché i commerciali diffidano dei contatti del web, e perché spesso non è colpa loro;
  • come scrivere un accordo tra marketing e vendite con impegni misurabili da entrambe le parti;
  • quali dati il commerciale deve restituire al marketing, e come usarli per migliorare le campagne.

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In sintesi: lo smarketing in cinque punti

Cos’è lo smarketing

Il termine si è diffuso nel mondo dell’inbound marketing, ma il problema che descrive è antico quanto i reparti commerciali. Il marketing viene misurato sui contatti, le vendite sui contratti. Se i contatti non diventano contratti, ognuno ha un buon motivo per dare la colpa all’altro. Lo smarketing sposta la misura su un numero unico, i clienti nuovi, e rende visibile cosa succede in mezzo.

Ne ha parlato Giulia nel video Perché i commerciali odiano i contatti dal web. Qui lo trasformiamo in un metodo da applicare in azienda.

Perché i commerciali odiano i contatti del web

Fermati un momento sulla tua azienda. Quando un commerciale riceve un contatto arrivato dal passaparola, lo chiama con entusiasmo: quella persona sa già chi siete, si fida di chi vi ha consigliati, ha già deciso a metà. Quando riceve un contatto da una campagna Meta o Google, spesso lo guarda con diffidenza, lo chiama dopo qualche giorno e, se non compra subito, lo archivia come “non in target”.

La differenza non sta nella qualità della persona, ma nella sua posizione. Per usare un concetto caro ad Al Ries, quello del posizionamento: il cliente del passaparola ha già un’idea chiara di te, il contatto del web ti ha appena incontrato. Ha bisogno di essere riconosciuto, ascoltato e accompagnato. Se lo tratti come un cliente pronto a firmare, ti sembrerà sempre di bassa qualità.

Si pensaI contatti del web sono di bassa qualità.
In realtàA volte sì, se le campagne sono impostate male. Più spesso sono contatti in una fase precedente della decisione, trattati come se fossero pronti a comprare.
Si pensaI commerciali sono pigri.
In realtàOgnuno lavora con le informazioni e gli strumenti che ha. Se nessuno gli ha spiegato da dove arriva il contatto e cosa gli è stato promesso, lo chiama come una chiamata a freddo.
Si pensaBasta mandargli più contatti.
In realtàPiù contatti trattati male fanno crescere la diffidenza. Prima va sistemato come si lavorano, poi si aumenta il numero.

I tre errori che alimentano il conflitto

ErroreCosa succedeCome si vede
Commerciali non coinvoltiLe campagne partono senza dire niente alla rete vendita. Il commerciale non conosce l’annuncio né l’offerta che ha convinto il contattoPrime chiamate generiche, uguali a una chiamata a freddo
Nessuna procedura comuneOgnuno fa a modo suo: chi chiama dopo un’ora, chi dopo una settimana, chi manda un messaggioRisultati molto diversi tra commerciali, impossibili da confrontare
Riscontro fatto di opinioniL’unico ritorno al marketing è “non comprano”Nessuno sa quanti, chi, perché e in quale fase si fermano

Il terzo errore è il più costoso. Le campagne vivono di numeri: clic, costo per contatto, conversione delle pagine. Ma se dopo il contatto l’unico dato è “non comprano”, il marketing ottimizza alla cieca. “Non comprano” non è un dato, è un’opinione. Un dato è: 40 contatti, 28 raggiunti, 9 appuntamenti, 3 contratti, motivo principale dei no “prezzo fuori budget”. Con quel dato si può cambiare il pubblico, l’offerta o la pagina.

L’accordo tra marketing e vendite: cosa scriverci

Il cuore dello smarketing è un accordo scritto tra i due reparti, che nel mondo anglosassone si chiama SLA (service level agreement). Non serve un contratto formale: basta una pagina condivisa, firmata da chi guida marketing e vendite, con impegni misurabili da entrambe le parti.

Il marketing si impegna a…Le vendite si impegnano a…
Portare contatti che rispettano una definizione scritta di “contatto in target”Richiamare ogni contatto entro un tempo stabilito, per esempio due ore lavorative
Spiegare prima del lancio annunci, offerta e materiale scaricatoFare un numero minimo di tentativi prima di chiudere come “non raggiungibile”
Consegnare il contatto con la provenienza: campagna, annuncio, paginaRegistrare esito e motivo del no per ogni contatto
Fornire materiale di supporto: casi, risposte alle obiezioni, videoPartecipare alla riunione periodica con i dati aggiornati
Cambiare le campagne sulla base dei dati di ritornoSegnalare subito contatti fuori target, con il motivo

Cosa insegna: quando la definizione di contatto in target è scritta, la discussione cambia: non si chiede più “sono buoni o no?”, ma “quanti rispettano la definizione, e perché gli altri sono arrivati?”.

Il file degli esiti: i dati che il commerciale restituisce

È il consiglio più importante di questa guida. Un file condiviso, o un CRM se lo avete, che i commerciali compilano per ogni singolo contatto. Serve a due persone: al titolare dà la certezza che i contatti vengono lavorati, al marketing dice se le campagne portano le persone giuste.

ColonnaEsempioA cosa serve
Data e ora del primo contatto12/11, 10:42 → richiamato 11:15Misurare la tempestività
ProvenienzaMeta, annuncio “preventivo in 48 ore”Collegare l’esito alla campagna
Tentativi fatti3 chiamate, 1 WhatsAppCapire se ci si ferma troppo presto
Esito della prima chiamataAppuntamento fissatoMisurare la qualità della prima chiamata
Fase attualePreventivo inviatoVedere dove si fermano le trattative
Motivo del noPrezzo fuori budget / cercava altro / non risponde dopo 5 tentativiCambiare pubblico, offerta o pagina

Con più commerciali, il file mostra anche un’altra cosa: chi ha i risultati migliori e come lavora. Le sue abitudini, i tempi, le frasi, diventano la procedura per tutti gli altri. È il modo più rispettoso di formare un team: partire da quello che funziona già in azienda.

La riunione di smarketing: trenta minuti ogni due settimane

Marketing e vendite devono parlarsi con regolarità, con un ordine del giorno fisso. Meglio una riunione breve e frequente che una lunga ogni trimestre.

MinutiArgomentoChi porta cosa
5Annunci e offerte attive: cosa vede oggi il contatto prima di lasciare i datiMarketing
10Numeri delle ultime due settimane: contatti, raggiunti, appuntamenti, contrattiVendite, dal file degli esiti
10Motivi dei no più frequenti e contatti fuori targetVendite, con esempi concreti
5Decisioni: cosa cambia nelle campagne, nello script, nel materialeTutti, con un responsabile per ogni decisione

La riunione funziona se finisce con decisioni scritte e se la volta successiva si parte da lì: cosa è cambiato dopo quelle decisioni.

Il nuovo ruolo del commerciale con i contatti del web

Con i contatti del web il commerciale che deve “chiudere” a tutti i costi ottiene poco. Funziona meglio un commerciale consulente: uno che capisce il problema, crea fiducia, dice con onestà se la soluzione è adatta e accompagna la decisione. Daniel Priestley parla di diventare un punto di riferimento riconosciuto; per un commerciale vuol dire essere la persona a cui il cliente vuole chiedere un parere.

C’è però un’altra metà del discorso, ed è giusto dirla. Dietro ogni contatto c’è un investimento che va oltre il costo dell’annuncio: lo studio del posizionamento, i video, la pagina, i contenuti, la SEO. Lasciare un contatto senza risposta vuol dire sprecare quell’investimento. Accompagnare i contatti del web fa parte del lavoro commerciale, non è un favore al marketing.

Il materiale che aiuta i commerciali

  • Script per la prima chiamata, che riprende cosa ha visto o scaricato il contatto.
  • Risposte alle obiezioni più frequenti, scritte insieme ai commerciali migliori.
  • Casi studio da mandare dopo la chiamata, via mail o WhatsApp.
  • Brevi video che rispondono alle domande che tornano sempre.
  • Una scheda dell’offerta della campagna: cosa è stato promesso, a chi, con quali condizioni.

Esempi di smarketing dai nostri progetti

Due progetti della nostra pagina dei casi studio in cui il lavoro con chi gestisce i contatti è stato parte del progetto fin dall’inizio.

CERC Therapy

Apparecchiature medicali, B2B

3x

di incremento delle vendite rispetto all’anno precedente. 585 contatti profilati nei primi 7 mesi.

Le leve usate: un ebook per fisioterapisti e osteopati, e un reparto commerciale passato dal telemarketing ai contatti in arrivo.

Cosa insegna: i commerciali hanno smesso di chiamare a freddo e hanno iniziato a chiamare persone che avevano chiesto qualcosa: cambia il tono della conversazione, e cambia il risultato.

Leggi il caso →

Curare Parodontite

Settore odontoiatrico

+100%

di fatturato in 4 anni. Oltre 600 contatti in un anno e ROAS 6x con la lead generation.

Le leve usate: posizionamento su un solo problema, percorso educativo con Meta e Google Ads, segreteria allineata sulla gestione dei contatti.

Cosa insegna: in uno studio la “rete vendita” è la segreteria: allinearla su cosa hanno visto i pazienti e su come rispondere è parte della campagna.

Leggi il caso →

Smarketing: cinque errori da evitare

  1. Lanciare campagne senza avvisare chi risponde. Il commerciale scopre l’offerta dal cliente al telefono.
  2. Misurare il marketing solo sui contatti. Spinge a portare contatti facili invece che clienti. Il numero comune deve essere il cliente acquisito.
  3. Riunioni senza dati. Senza il file degli esiti la riunione diventa uno scambio di impressioni.
  4. Motivi del no a testo libero. Impossibili da contare: serve un elenco chiuso.
  5. Dare la colpa a una persona. Quando i numeri non tornano, prima si guarda la procedura, poi le persone.

Esercizio: le tre domande ai commerciali

Un esercizio da fare questa settimana, con ogni persona che gestisce i contatti. Quindici minuti a testa, senza giudicare le risposte.

  1. “Cosa sai dell’annuncio e dell’offerta che hanno portato l’ultimo contatto che hai chiamato?”
  2. “Quanto tempo passa, di solito, tra l’arrivo di un contatto e la tua prima chiamata? Cosa ti impedisce di chiamare prima?”
  3. “Degli ultimi dieci contatti che non hanno comprato, perché non l’hanno fatto?”

Se alla prima domanda la risposta è “niente”, hai trovato il primo intervento: la riunione. Se alla terza la risposta è “non lo so” o “non erano in target”, il secondo: il file degli esiti.

Checklist dello smarketing

Spunta le voci mentre allinei marketing e vendite. Le caselle restano salvate su questo dispositivo e non viene inviato nulla.

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Smarketing e AI: due richieste utili

L’AI aiuta a preparare il materiale e a leggere i dati di ritorno. Due richieste da adattare.

Per preparare lo script della prima chiamata

“Il contatto ha visto questo annuncio: [testo dell’annuncio] e ha scaricato [materiale]. Scrivi la prima frase della chiamata che riprenda quello che ha visto, tre domande per capire se è in target secondo questa definizione: [definizione], e una proposta di passo successivo. Tono da consulente, niente pressione.”

Per leggere il file degli esiti

“Ti incollo il file degli esiti dell’ultimo mese. Calcola per ogni campagna: contatti, raggiunti, appuntamenti, contratti e motivi del no più frequenti. Indica quale campagna porta più clienti, non più contatti, e quali motivi dipendono dalle campagne e quali dalla gestione. Non inventare dati mancanti.”

Se il lavoro tra marketing e vendite passa da un CRM, trovi come lo impostiamo nella pagina CRM per la lead generation.

Domande frequenti

Cosa vuol dire smarketing?

È l’unione di sales e marketing: l’allineamento tra chi porta i contatti e chi li trasforma in clienti, con obiettivi comuni, regole scritte e riunioni periodiche basate sui dati.

Perché i commerciali non vogliono i contatti del web?

Perché li trattano come contatti pronti a comprare, mentre spesso sono all’inizio della decisione, e perché nessuno ha spiegato loro cosa ha visto il contatto. Senza procedura e dati, la diffidenza cresce.

Cos’è uno SLA tra marketing e vendite?

È un accordo scritto con impegni misurabili: il marketing porta contatti che rispettano una definizione condivisa, le vendite li richiamano entro un tempo stabilito, fanno un numero minimo di tentativi e registrano l’esito.

Quali dati deve registrare il commerciale?

Data e ora del primo contatto e del richiamo, provenienza, tentativi, esito della prima chiamata, fase della trattativa e motivo del no scelto da un elenco chiuso.

Ogni quanto devono incontrarsi marketing e vendite?

Una riunione breve ogni due settimane, con un ordine del giorno fisso e i dati aggiornati, funziona meglio di incontri lunghi e rari.

Serve un CRM per fare smarketing?

Aiuta, ma si può iniziare con un file condiviso compilato bene. L’importante è che ogni contatto abbia un esito e che i dati siano gli stessi per tutti.

La tua prossima mossa

Tre azioni per spostare la discussione dalle impressioni ai dati.

1 · OGGIFai le tre domande a chi gestisce i contatti.
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2 · QUESTA SETTIMANAPrepara il file degli esiti con l’elenco chiuso dei motivi del no.
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3 · ENTRO IL MESEScrivi l’accordo tra marketing e vendite e fissa la prima riunione.
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Se vuoi allineare la tua rete vendita con il nostro aiuto, ne parliamo in una consulenza: porta l’elenco dei contatti dell’ultimo mese con gli esiti che hai.

Video collegato: Perché i commerciali odiano i contatti dal web

Giulia Gasperini

Consulente di web marketing, divulgatrice e docente universitaria. Da oltre dieci anni aiuto le aziende a portare il loro know-how online con un metodo chiaro, e oggi guido la strategia di uno studio di specialisti senior.