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CRM gratuito per piccole aziende: quando basta e quando serve altro

di Giulia Gasperini|Lettura: circa 11 minuti
Indice della guida
  1. In sintesi
  2. Cos’è un CRM e a cosa serve in una piccola azienda
  3. Perché i dati del CRM guidano le campagne
  4. Come impostare una pipeline base in un CRM gratuito
  5. I CRM gratuiti più usati dalle piccole aziende
  6. Quando un CRM gratuito basta e quando serve altro
  7. Un esempio dai nostri progetti
  8. CRM gratuito
  9. Esercizio
  10. Checklist del CRM
  11. CRM e AI
  12. Domande frequenti
  13. La tua prossima mossa

Un CRM gratuito è spesso il primo passo giusto per una piccola azienda che riceve contatti dal web e li segue con fogli, mail e post-it. Il CRM (customer relationship management) è il posto dove ogni contatto viene registrato, con la sua storia e il punto in cui si trova: nuovo, richiamato, appuntamento, preventivo, cliente, perso. Esistono buoni strumenti gratuiti, e per molte aziende bastano a lungo. Il punto non è quale software scegliere, ma cosa ci metti dentro e come lo usi. In questa guida vediamo perché i dati del CRM guidano anche le campagne, come impostare una pipeline base, quando un CRM gratuito basta e quando conviene passare a uno strumento più completo.

In questa guida impari

  • a cosa serve un CRM in una piccola azienda e perché i suoi dati guidano il marketing;
  • come impostare una pipeline base con fasi, campi e regole, in qualsiasi strumento;
  • i segnali che dicono quando un CRM gratuito non basta più.

Vai subito alla checklist ↓

In sintesi: il CRM gratuito in cinque punti

Cos’è un CRM e a cosa serve in una piccola azienda

In una piccola azienda il CRM risolve tre problemi molto concreti. Il primo: i contatti non si perdono, perché sono tutti in un posto solo invece che tra mail, telefono, WhatsApp e fogli diversi. Il secondo: chiunque nel team sa a che punto è un cliente, anche quando la persona che lo segue è assente. Il terzo, il meno ovvio: sai da dove arrivano i clienti che pagano, e quindi dove investire.

Si pensaIl CRM è roba da grandi aziende.
In realtàÈ più utile alle piccole, dove una persona fa tre lavori e non può ricordare tutto. Gli strumenti gratuiti sono pensati proprio per loro.
Si pensaIl CRM migliore è quello con più funzioni.
In realtàIl CRM migliore è quello che il team usa davvero. Funzioni che nessuno usa rendono lo strumento più complicato e meno compilato.
Si pensaPrima scegliamo il software, poi vediamo come usarlo.
In realtàPrima si decidono fasi, campi e regole; poi si sceglie lo strumento che li supporta. Il contrario porta a cambiare CRM ogni anno.

Perché i dati del CRM guidano le campagne

Le piattaforme pubblicitarie vedono solo il contatto: chi ha compilato il modulo, a quale costo. Quello che succede dopo, cioè chi è stato raggiunto, chi ha fissato un appuntamento, chi ha firmato, lo sa solo il CRM. Senza questi dati le campagne vengono giudicate sul costo per contatto, che può portare a conclusioni sbagliate.

Senza dati dal CRMCon dati dal CRM
Sai quanto costa un contattoSai quanto costa un cliente, per campagna
Tieni la campagna con il costo per contatto più bassoTieni la campagna che porta più clienti
Non sai perché i contatti non compranoConosci i motivi dei no più frequenti
Le piattaforme cercano chi compilaPuoi rimandare gli esiti e far cercare chi compra

Uno studio odontoiatrico nostro cliente: il CRM che ha cambiato la strategia

Con uno studio odontoiatrico abbiamo chiesto di tenere aggiornato il CRM con l’esito di ogni contatto e i preventivi inviati. Guardando quei dati è emerso che i preventivi andavano soprattutto a persone che avevano telefonato direttamente in studio, non a chi aveva compilato il modulo. Da lì la strategia si è spostata sulle chiamate: campagne che invitano a telefonare e una segreteria preparata a rispondere.

Cosa insegna: il CRM non ha cambiato le campagne da solo: ha mostrato dove nascevano i clienti. Senza quei dati avremmo continuato a ottimizzare il canale sbagliato.

Come impostare una pipeline base in un CRM gratuito

Queste regole valgono per qualsiasi strumento, gratuito o a pagamento, e anche per un foglio condiviso. Sono la base da cui partiamo con i clienti.

1

Definisci sei fasi, non di più

Nuovo contatto, Contattato, Appuntamento fissato, Preventivo inviato, Cliente, Perso. Puoi aggiungerne una se il tuo processo lo richiede, per esempio Sopralluogo. Più fasi ci sono, più è facile che nessuno le aggiorni.

2

Scegli pochi campi obbligatori

Nome, telefono o mail, provenienza (quale campagna, pagina o canale), data del contatto, valore stimato. Tutto il resto è facoltativo. Ogni campo obbligatorio in più è un motivo per non compilare.

3

Fai arrivare i contatti in automatico

I moduli del sito e delle campagne devono creare il contatto nel CRM da soli, con la provenienza. La maggior parte dei CRM, anche gratuiti, ha moduli propri o collegamenti con i moduli più diffusi. Copiare i contatti a mano è il primo modo per perderli.

4

Una regola: sempre un prossimo passo

Ogni contatto aperto deve avere un’attività programmata: richiamare il giorno X, mandare il preventivo entro il giorno Y. Un contatto senza prossimo passo è un contatto dimenticato. La maggior parte dei CRM mostra in un elenco le attività del giorno.

5

Chiudi sempre con un esito e un motivo

Quando un contatto diventa cliente, registra il valore. Quando è perso, scegli il motivo da un elenco chiuso: prezzo, tempi, fuori zona, non risponde, ha scelto un altro, altro. A fine mese questi motivi dicono cosa migliorare.

6

Guarda la pipeline ogni settimana

Dieci minuti a settimana: contatti fermi da troppo tempo, preventivi senza risposta, valore delle trattative aperte. È la riunione più breve e più utile che puoi fare.

I CRM gratuiti più usati dalle piccole aziende

Questi sono strumenti che offrono, al momento in cui scriviamo, un piano gratuito o una versione di partenza. Piani, limiti e prezzi cambiano spesso: verificali sul sito di ciascuno prima di scegliere.

StrumentoPunti di forzaDa verificare
HubSpot CRMPiano gratuito completo per contatti e pipeline, moduli e collegamenti con molti strumentiLe funzioni avanzate e le automazioni sono nei piani a pagamento
Zoho CRMPiano gratuito per pochi utenti, molto configurabileInterfaccia meno immediata, limiti sul numero di utenti
Bitrix24Piano gratuito con CRM, attività e comunicazione internaMolte funzioni insieme possono confondere
Foglio condivisoZero costi, zero formazione, flessibileNessun promemoria automatico, facile da disordinare

Quando un CRM gratuito basta e quando serve altro

Un CRM gratuito basta più a lungo di quanto si pensi. Questi sono i segnali che dicono che è il momento di passare a qualcosa di più completo.

SegnaleCosa vuol direCosa serve
I contatti arrivano più in fretta di quanto riesci a richiamarliServono risposte automatiche immediateAutomazioni di mail e WhatsApp
Rispondi ai clienti su WhatsApp da telefoni diversiLe conversazioni sono sparseWhatsApp collegato al CRM
Più persone lavorano sugli stessi contattiServono ruoli, permessi, assegnazioniPiù utenti e regole di assegnazione
Vuoi rimandare gli esiti a Google e MetaLe campagne devono imparare chi compraCollegamenti con le piattaforme pubblicitarie
Fissi appuntamenti al telefono e poi li copi in agendaSi perde tempo e si sbagliaCalendario di prenotazione collegato

Se non riconosci nessuno di questi segnali, il CRM gratuito va bene. Il problema, in quel caso, è più spesso l’abitudine a compilarlo che lo strumento.

Un esempio dai nostri progetti

Curare Parodontite

Settore odontoiatrico

+600

contatti in un anno. +100% di fatturato in 4 anni, ROAS 6x.

Le leve usate: test della salute dentale, percorso con Meta e Google Ads, segreteria allineata sulla gestione dei contatti.

Cosa insegna: con centinaia di contatti all’anno, sapere a che punto è ciascuno è la condizione per trasformarli in visite.

Leggi il caso →

Altri casi sono nella nostra pagina dei casi studio.

CRM gratuito: sei errori frequenti

  1. Scegliere lo strumento prima del processo. Senza fasi e regole chiare, qualsiasi CRM diventa un elenco disordinato.
  2. Troppi campi obbligatori. Il team smette di compilare, e i dati spariscono.
  3. Contatti inseriti a mano. Se i moduli non arrivano in automatico, qualcuno si perde sempre.
  4. Contatti senza prossimo passo. Restano nella fase “contattato” per mesi.
  5. Persi senza motivo. Si perde l’informazione più utile per migliorare.
  6. Nessuno guarda la pipeline. Un CRM che nessuno legge è solo un archivio.

Esercizio: la pipeline su un foglio in venti minuti

Prima di installare qualsiasi strumento, prova il processo su un foglio condiviso. Venti minuti.

  1. Crea un foglio con queste colonne: data, nome, recapito, provenienza, fase, prossimo passo, data del prossimo passo, valore, esito, motivo.
  2. Inserisci i contatti dell’ultimo mese, anche ricostruendo a memoria.
  3. Per ognuno compila fase e prossimo passo.
  4. Ordina per data del prossimo passo: è la tua lista di cose da fare.

Se dopo un mese il foglio è aggiornato e utile, sei pronto per un CRM: saprai già cosa ti serve. Se è abbandonato, il problema non era lo strumento, ed è meglio scoprirlo prima di pagarne uno.

Checklist del CRM

Spunta le voci mentre imposti il CRM. Le caselle restano salvate su questo dispositivo e non viene inviato nulla.

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CRM e AI: due richieste

Due richieste da usare con l’esportazione del CRM o del foglio, senza nomi e recapiti.

Per leggere la pipeline

“Ti incollo l’esportazione della pipeline senza dati personali: provenienza, fase, date, valore, esito e motivo. Dimmi quanti contatti sono fermi da più di sette giorni e in quale fase, qual è il valore delle trattative aperte, da quali provenienze arrivano i clienti e quali sono i motivi di perdita più frequenti.”

Per definire le fasi

“Vendo [servizio] e il mio processo è questo: [descrizione di cosa succede dal contatto al contratto]. Proponi al massimo sette fasi della pipeline, con il criterio per passare da una all’altra, e i cinque campi obbligatori da registrare. Tieni tutto il più semplice possibile.”

Per collegare CRM, moduli e campagne trovi come lavoriamo nella pagina CRM per la lead generation. Il processo completo dopo il contatto è nella guida alla gestione lead.

Domande frequenti

Esiste un CRM gratuito per piccole aziende?

Sì, diversi strumenti offrono un piano gratuito o una versione di partenza, come HubSpot CRM, Zoho CRM e Bitrix24. Piani e limiti cambiano spesso: vanno verificati sul sito di ciascuno.

A cosa serve un CRM?

A registrare tutti i contatti e i clienti in un posto solo, con la loro storia e la fase in cui si trovano. Serve a non perdere contatti, a lavorare in team e a sapere da dove arrivano i clienti che pagano.

Quando un CRM gratuito non basta più?

Quando servono automazioni di mail e WhatsApp, più utenti con ruoli diversi, un calendario di prenotazione collegato o il collegamento con Google e Meta per rimandare gli esiti dei contatti.

Quali fasi deve avere una pipeline?

Per molte piccole aziende bastano sei fasi: nuovo contatto, contattato, appuntamento fissato, preventivo inviato, cliente, perso. Si può aggiungere una fase specifica del proprio processo, come il sopralluogo.

Un foglio Excel può sostituire un CRM?

All’inizio sì, se è condiviso e compilato con regole chiare. Non ha però promemoria automatici né collegamenti con moduli e campagne, e diventa difficile da gestire quando i contatti crescono.

Come si collegano i dati del CRM alle campagne?

Registrando la provenienza di ogni contatto e il suo esito, e poi rimandando gli esiti a Google Ads e Meta con le conversioni offline o le API di conversione, nel rispetto della privacy.

La tua prossima mossa

Tre azioni per passare dai contatti sparsi a una pipeline che guida le decisioni.

1 · OGGIPrepara la pipeline su un foglio con i contatti dell’ultimo mese.
Vai all’esercizio →
2 · QUESTA SETTIMANADefinisci fasi, campi obbligatori e motivi di perdita.
Vai alla pipeline →
3 · ENTRO IL MESEScegli lo strumento e collega i moduli del sito.
Vai a quando serve altro →

Se vuoi impostare il CRM con il nostro aiuto, ne parliamo in una consulenza.

Giulia Gasperini

Consulente di web marketing, divulgatrice e docente universitaria. Da oltre dieci anni aiuto le aziende a portare il loro know-how online con un metodo chiaro, e oggi guido la strategia di uno studio di specialisti senior.