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Perché i Commerciali Odiano i Contatti dal Web (e Come Portarli dalla Tua Parte)

I tuoi commerciali odiano i contatti che arrivano dal web. Quante volte hai sentito la frase: “Questi lead non valgono niente, vogliono solo perdere tempo”? Spesso la lead generation viene ritenuta inefficace proprio per questo motivo, ma la realtà è che il marketing e la vendita sono due facce della stessa medaglia. Se i tuoi commerciali non lavorano correttamente i contatti, stai letteralmente bruciando il tuo budget pubblicitario.

In questo articolo vediamo perché esiste questo scontro storico, quali sono i veri problemi dietro le quinte e ti darò una procedura scientifica e immediata per allineare la tua rete vendita e trasformare quei contatti in contratti firmati.

Ciao, sono Giulia Gasperini, consulente di Web Marketing da oltre 10 anni, docente universitaria e founder di Gasp! Design. Io e il mio team siamo esperti in lead generation: seguiamo ogni progetto su misura fino alla firma dei contratti. In questo canale scoprirai come attrarre clienti in target grazie al digital marketing.

Il Grande Malinteso

Prima di entrare nel tecnico, voglio farti una domanda. Voglio che ti fermi un secondo a pensare alla tua azienda.
Quando un tuo commerciale riceve un contatto da un cliente che è arrivato tramite passaparola, come lo approccia? Sicuramente con entusiasmo, sapendo che quel cliente sa già chi siete e ha già un piede dentro la porta.

Ora pensa a cosa succede quando gli passi un lead che arriva da una campagna Meta o Google. Lo guarda con diffidenza, chiama dopo tre giorni, e se il cliente non compra subito, lo archivia dicendo: “Non era in target”.

Se ti ritrovi in questa situazione, non colpevolizzare subito i tuoi commerciali. Ognuno fa il meglio che può con gli strumenti e le informazioni che possiede. Il problema non è la pigrizia, ma un radicale errore di prospettiva.

Per farti capire cosa intendo, voglio usare un concetto caro a Marco de Veglia e ad Al Ries: il Posizionamento. Il cliente del passaparola ha già una percezione chiara e focalizzata di te. Il lead del web, invece, ti ha appena scoperto. È in una fase diversa del processo di acquisto. Non è necessariamente di “bassa qualità”, è semplicemente un contatto che ha bisogno di un approccio differente. Escludiamo infatti i casi in cui le campagne sono fatte male alla radice: se la lead generation a monte è corretta, il problema si sposta sulla gestione del post-lead.

I 3 Errori che stanno bloccando le tue conversioni

Se i tuoi agenti non ascoltano e non lavorano i contatti, i motivi reali sono tre. Vediamoli insieme in modo chiaro.

1. Mancanza di coinvolgimento e formazione

Spesso le aziende lanciano campagne di marketing senza dire nulla alla rete vendita. Gli agenti si vedono piovere addosso email di persone sconosciute senza sapere cosa sia stato promesso loro nelle inserzioni. Non conoscono l’offerta (quella che Alex Hormozi definirebbe un’Offerta Irresistibile) che ha spinto l’utente a lasciare i dati. Di conseguenza, usano lo stesso identico approccio che userebbero con una chiamata a freddo. Risultato? Disastro.

2. L’assenza di una procedura precisa

Senza una linea guida, ogni commerciale fa a modo suo. C’è chi chiama dopo un’ora, chi dopo una settimana, chi manda un messaggio WhatsApp freddo. Se non c’è un metodo standardizzato, tu come titolare non hai alcun modo di misurare in modo concreto cosa stia funzionando e cosa no.

3. La trappola del “Non comprano”

Le campagne di web marketing vivono di numeri, metriche e analisi continue. Ottimizziamo i clic, il costo per lead, i tassi di conversione delle landing page. Ma tutto questo castello di carte crolla se, nel post-lead, l’unico feedback che il commerciale restituisce al marketing è un generico: “Eh, non comprano”.

Questo non è un dato. Questa è un’opinione.

Se hai una flotta di commerciali e ti affidi alle opinioni, sei fregato.
Quanti non comprano?
Chi sono nello specifico?
Perché non comprano? Qual è l’obiezione principale?
In quale esatta fase della trattativa si ferma il flusso?

Solo se la gestione del post-lead è analizzata in maniera scientifica e maniacale, possiamo prendere quei dati, riportarli all’interno delle campagne di marketing e modificarle per cercare lead sempre più qualificati. Se incroci i dati delle campagne con quelli reali dei commerciali, fai bingo.

Il Nuovo Ruolo del Commerciale

Qui dobbiamo fare un salto di mentalità, quello che io chiamo uno spostamento di paradigma.

Oggi il commerciale non può più essere l’agente d’assalto degli anni ’90 che deve “pizzicare” il cliente e chiuderlo con la forza. Daniel Priestley parla spesso di diventare una Key Person of Influence, un punto di riferimento.

Il focus di un commerciale moderno deve essere quello di un consulente etico. Il suo obiettivo è fare il bene del consumatore, creare un’empatia profonda e capire se la tua soluzione può davvero risolvere il problema di chi sta dall’altra parte del telefono. Ci vuole conoscenza, competenza e una reale attitudine all’aiuto.

Ma attenzione: questo è il loro lavoro. Non ci sono scuse. L’azienda investe budget importanti per generare questi contatti. E quando dico investire, non parlo solo del costo della singola inserzione. Dietro quel lead c’è un intero ecosistema: c’è lo studio del posizionamento, la creazione dei video, la scrittura della landing page, la SEO, i contenuti organici. Tutto il “cucuzzaro” ha un costo fisso e un valore immenso. Lasciar marcire un contatto in un cassetto è una mancanza di rispetto verso gli investimenti dell’azienda.

Se a un commerciale non piacciono i contatti del web perché richiedono l’effort di essere educati e gestiti, la soluzione è semplice: può tranquillamente tornare a fare il passaparola o il porta a porta. Non si può stare seduti alla scrivania ad aspettare che piovano contratti già firmati dal cielo.

Come Portarli dalla Tua Parte

Passiamo all’azione. Come si risolve questo problema da lunedì mattina? Ecco i tre passi fondamentali che devi implementare nella tua azienda.

1. Fissa Riunioni di Allineamento Costanti

Marketing e Vendite devono parlarsi. Organizza incontri periodici dove mostri ai commerciali le inserzioni attive, spieghi loro quale gancio abbiamo usato per attirare il cliente e quale “Lead Magnet” o materiale gratuito hanno scaricato. Devono sapere esattamente cosa l’utente ha visto prima di lasciare i dati.

2. Implementa il File di Tracciamento Maniacale

Questo è il consiglio più importante di tutti. Devi creare un file Excel (o un CRM se lo avete) che i commerciali devono compilare in maniera maniacale.

  • Per ogni singolo lead devono essere registrati dati inequivocabili:
  • Data e ora del primo contatto (la tempestività è tutto).
  • Esito della prima chiamata.
  • Motivazione specifica del rifiuto (es. “Prezzo fuori budget”, “Cercava un altro servizio”, “Non risponde dopo 5 tentativi”).
  • Fase attuale della trattativa.

Questo file ha una doppia funzione vitale: a te dà la certezza matematica che i commerciali stiano effettivamente lavorando i contatti, e al reparto marketing fornisce i dati necessari per capire se le campagne stanno portando le persone giuste. Inoltre, se hai più agenti, vedrai subito che i numeri non mentono: il commerciale migliore, quello con le performance più alte, traccierà una linea guida e le sue procedure potranno essere usate per trainare e formare tutti gli altri.

3. Crea Materiale di Supporto alla Vendita

Non mandare i tuoi commerciali in guerra con le mani nude. Fornisci loro scritte di vendita, script telefonici per l’approccio ai lead web, brochure dedicate, casi di studio da inviare via email o WhatsApp dopo la chiamata, e video informativi che rispondono alle obiezioni più comuni. Agevola il loro lavoro.

Per questo articolo è tutto.
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Grazie Fes di essere arrivato fino a qui, ci vediamo nel prossimo articolo!

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