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Gestione lead: cosa succede dopo che arriva un contatto (e dove perdi clienti)

di Giulia Gasperini|Lettura: circa 14 minuti
Indice della guida
  1. In sintesi
  2. Cos’è la gestione lead (e perché i clienti si perdono dopo il contatto)
  3. Dove si perdono i clienti
  4. Il fatturato invisibile
  5. Processo di gestione lead
  6. Marketing e vendite
  7. Esempi di gestione lead
  8. Quali numeri guardare nella gestione lead
  9. Gestione lead
  10. Esercizio
  11. Checklist della gestione lead
  12. Gestione lead con l’AI
  13. Domande frequenti
  14. La tua prossima mossa

La gestione lead è tutto quello che succede dopo che un contatto ti ha scritto: chi risponde, entro quanto tempo, cosa dice, come lo segue fino al preventivo e dove registra l’esito. È il pezzo del sistema che non si vede nelle campagne, ed è spesso quello in cui si perdono più clienti. In questa guida trovi i punti in cui i contatti si perdono, un processo in sei passi dal contatto al contratto e tre casi dai nostri progetti.

In questa guida impari

  • i sei punti in cui un contatto si perde tra marketing e vendita;
  • un processo base di gestione lead, dalla prima risposta al contratto firmato;
  • quali numeri guardare ogni settimana per capire se stai perdendo clienti.

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In sintesi: la gestione lead in cinque punti

Cos’è la gestione lead (e perché i clienti si perdono dopo il contatto)

Immagina di entrare in una concessionaria dopo aver visto la pubblicità di un’auto. Il venditore è gentile, tu lasci il biglietto da visita e chiedi di essere richiamato lunedì per un test drive. Se ti richiama il venerdì dopo, o ti manda solo un catalogo con “ci faccia sapere”, l’entusiasmo è già passato. Con i contatti dal web succede la stessa cosa, ogni giorno.

Si pensaSe i contatti non comprano, erano contatti scarsi.
In realtàA volte sì, ma spesso li abbiamo lasciati raffreddare noi. Un contatto richiamato dopo tre giorni non è più la persona che ha compilato il modulo.
Si pensaLi richiamo quando ho un momento libero.
In realtàIl momento libero arriva tardi. Il richiamo va messo prima delle altre attività, con una persona responsabile e tempi scritti.
Si pensaSe non risponde alla prima chiamata, è perso.
In realtàMolte persone rispondono al secondo o al terzo tentativo, o decidono settimane dopo. Fermarsi al primo tentativo vuol dire lasciare il campo a chi insiste meglio.

Lo raccontiamo anche nel video Come trasformare i contatti del web in clienti paganti. Qui lo trasformiamo in un processo da applicare.

Dove si perdono i clienti: sei punti critici dopo il contatto

Nei progetti che seguiamo i contatti si perdono quasi sempre negli stessi punti. Nessuno compare nei report delle campagne: si vedono solo guardando cosa è successo a ogni contatto.

Punto criticoCosa succedeCome te ne accorgi
Risposta lentaIl contatto viene richiamato dopo uno o più giorniNel CRM la data del primo richiamo è lontana da quella del contatto
Nessun responsabileTutti pensano che richiami qualcun altroContatti senza nessuna attività registrata
Prima chiamata sbagliataSi prova a vendere subito il servizio a chi non ti conosceMolti “ci penso” e pochi appuntamenti
Follow-up interrottoCi si ferma dopo uno o due tentativiTanti contatti fermi su “non risponde”
Preventivo abbandonatoIl preventivo parte e nessuno lo riprendePreventivi inviati senza un esito dopo settimane
Esito non registratoNon si sa quali contatti sono diventati clientiNon sai dire da quale campagna arrivano i clienti

Il fatturato invisibile: quanto vale quello che perdi

Un esercizio che facciamo spesso con gli imprenditori, con carta e penna. Prendi l’ultimo mese e scrivi tre numeri.

Fatturato potenziale = Contatti ricevuti × Valore medio di un cliente
  1. Quanti contatti sono arrivati dal sito e dalle campagne.
  2. Quanto vale in media un cliente: un contratto firmato o la tua prestazione media.
  3. Quanti contratti hai chiuso, davvero, con quei contatti.

La differenza tra il fatturato potenziale e quello che hai incassato è il fatturato invisibile: richieste arrivate e non diventate vendite. Non tutto è recuperabile, perché non tutti i contatti sono in target. Ma una parte sì, senza spendere un euro in più in pubblicità, cambiando solo quello che succede dopo il clic.

Processo di gestione lead: sei passi dal contatto al contratto

1

Ogni contatto entra in un posto solo

Moduli del sito, campagne, WhatsApp, telefono: tutto deve finire nello stesso CRM, con la provenienza. Contatti sparsi tra mail, fogli e telefono sono contatti che nessuno sa più chi ha richiamato.

2

Rispondi subito, anche in automatico

Una mail o un messaggio WhatsApp che parte da solo conferma la richiesta, dice cosa succede adesso e, se serve, propone un appuntamento. Non sostituisce la chiamata: dice alla persona che qualcuno l’ha vista.

3

Richiama entro due ore

Nel nostro processo commerciale la prima chiamata parte entro due ore dal contatto e comunque entro ventiquattro. Serve una persona responsabile, con nome e cognome, e un sostituto per quando non c’è. Se gestisci tu i contatti, bastano una notifica sul telefono e una regola scritta: il richiamo ha la precedenza.

4

Nella prima chiamata vendi il passo successivo

“Ho visto che ha chiesto informazioni, vuole un preventivo?” è un salto troppo grande per chi non ti conosce. Meglio riprendere quello che la persona ha chiesto o scaricato e proporre un passo piccolo e utile: un controllo, una consulenza breve, un sopralluogo. Tre domande preparate aiutano a capire se è in target.

5

Segui chi non risponde e chi non decide

Più tentativi in giorni e orari diversi, poi un messaggio. E per chi non è pronto, contenuti utili nel tempo: casi di clienti, risposte ai dubbi più frequenti, video. Le persone tendono a fidarsi di chi diventa familiare: quando decideranno, il primo nome che viene in mente sarà quello di chi le ha seguite.

6

Registra l’esito e rimandalo alle campagne

Appuntamento fissato, preventivo inviato, cliente, non interessato e perché. Con l’esito nel CRM sai quali campagne portano clienti. Se poi lo rimandi a Google e Meta, le piattaforme imparano a cercare persone che comprano, non solo persone che compilano il modulo: lo impostiamo con il tracciamento delle conversioni.

Marketing e vendite: chi fa cosa nella gestione lead

Quando la responsabilità di un’azione è di tutti, finisce per non essere di nessuno: in psicologia sociale si chiama effetto spettatore. Per questo ogni passaggio ha un responsabile. È lo schema che usiamo con i clienti che seguiamo anche sul CRM.

PassaggioChi se ne occupaCosa produce
Arriva il contattoAutomatico, dal CRMScheda con provenienza: campagna, annuncio, pagina
Risposta immediataAutomatico, dal CRMMail e WhatsApp di conferma, proposta di appuntamento
Richiamo e qualificaIl tuo team commercialeEsito della chiamata con lo script preparato insieme
Appuntamento e preventivoIl tuo team, con il supporto del marketingAppuntamento fissato o preventivo inviato
Analisi della pipelineMarketing, ogni settimanaTempi di risposta, contatti fermi, motivi dei no
VenditaIl tuo teamContratto e valore registrati, rimandati alle campagne

Il commerciale deve sapere quale annuncio ha visto il contatto e quale promessa gli è stata fatta: è il modo per riprendere il discorso dove l’ha lasciato la pubblicità. Se i commerciali guardano con diffidenza i contatti del web, ne parliamo nell’articolo perché i commerciali odiano i contatti dal web.

Esempi di gestione lead: casi dai nostri progetti

Tre progetti della nostra pagina dei casi studio in cui il lavoro dopo il contatto ha contato quanto le campagne.

Curare Parodontite

Settore odontoiatrico

+100%

di fatturato in 4 anni. Oltre 600 contatti in un anno, con un test della salute dentale.

Le leve usate: posizionamento su un solo problema, percorso educativo con Meta e Google Ads, segreteria allineata sulla gestione dei contatti.

Cosa insegna: la segreteria fa la differenza tra un contatto e un appuntamento: per questo fa parte del progetto fin dall’inizio.

Leggi il caso →

CERC Therapy

Apparecchiature medicali, B2B

3x

di incremento delle vendite rispetto all’anno precedente. 585 contatti profilati nei primi 7 mesi.

Le leve usate: un ebook per fisioterapisti e osteopati, e un reparto commerciale passato dal telemarketing ai contatti in arrivo.

Cosa insegna: quando il commerciale lavora contatti che hanno chiesto qualcosa, le conversazioni cambiano: si parte da un interesse, non da una telefonata a freddo.

Leggi il caso →

Chiappa Arredamenti

Arredamenti per ristoranti

+159

richieste di preventivo. ROAS 13,6x con la lead generation.

Le leve usate: posizionamento sulla ristorazione, nuovo sito e foto, campagne Google Ads per contatti molto qualificati.

Cosa insegna: una nuova immagine online ha aiutato anche dopo il contatto: è cresciuta la quota di richieste diventate clienti.

Leggi il caso →

Uno studio odontoiatrico nostro cliente: i preventivi partono dal telefono

Guardando il CRM abbiamo visto che i preventivi andavano perlopiù a persone che avevano telefonato direttamente in studio, non a chi aveva compilato il modulo. Da lì la strategia si è spostata sulla chiamata: campagne che invitano a telefonare e una segreteria preparata a rispondere. Il caso completo, con i numeri, è nella guida sulla strategia di marketing.

Cosa insegna: senza esiti registrati nel CRM non avremmo saputo da dove partivano i preventivi, e avremmo continuato a ottimizzare il canale sbagliato.

Quali numeri guardare nella gestione lead

Il pannello delle campagne si ferma al contatto. Per sapere se stai perdendo clienti servono i numeri dopo, da guardare ogni settimana.

NumeroCosa ti dice
Tempo della prima rispostaSe i contatti vengono richiamati mentre sono ancora interessati
Contatti raggiunti su contatti ricevutiSe i tentativi di richiamo bastano
Appuntamenti fissatiSe la prima chiamata funziona
Preventivi inviati e loro valoreQuanto lavoro concreto nasce dai contatti
Contratti firmatiIl risultato, da confrontare con la spesa
Motivi dei noCosa cambiare: offerta, prezzo, target, tempi
Costo per cliente acquisitoSe il marketing rende, non solo se porta contatti

Gestione lead: cinque errori da evitare

  1. Dare la colpa alle campagne prima di guardare i richiami. Cambiare annunci quando il problema è dopo il contatto fa perdere tempo e dati.
  2. Un messaggio automatico al posto della chiamata. La conferma automatica serve, ma una persona deve comunque richiamare.
  3. Mandare solo il catalogo. “Ecco il catalogo, ci faccia sapere” lascia tutto il lavoro al cliente. Meglio proporre un passo concreto.
  4. Fermarsi al primo “no” o al primo squillo a vuoto. Molte decisioni arrivano dopo settimane: chi resta presente con contenuti utili ha più possibilità.
  5. Non segnare il motivo del no. È l’informazione che ti dice se cambiare offerta, prezzo o pubblico, ed è quella che si perde più spesso.

Esercizio: fai il cliente misterioso della tua azienda

Il modo più rapido per vedere la tua gestione lead con gli occhi di un cliente. Servono 15 minuti per prepararlo e qualche giorno per vedere il risultato.

  1. Compila il modulo del tuo sito con un nome e un numero di un amico, senza avvisare nessuno.
  2. Segna quando arriva la prima risposta, automatica e non.
  3. Segna quando arriva la prima chiamata e cosa ti viene proposto.
  4. Non rispondere alla prima chiamata e conta quanti tentativi vengono fatti, e in quanti giorni.

Se la prima chiamata arriva dopo un giorno, o arriva solo una mail, hai trovato da dove cominciare.

Checklist della gestione lead

Spunta le voci mentre controlli il tuo processo. Le caselle restano salvate su questo dispositivo e non viene inviato nulla.

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Gestione lead con l’AI: cosa automatizziamo e cosa no

L’AI aiuta a non perdere contatti e a preparare le chiamate. La relazione con il cliente resta a una persona. La usiamo così:

  • Risposta immediata: agenti AI che rispondono subito su WhatsApp o in chat, raccolgono le informazioni di base e propongono un appuntamento.
  • Promemoria: avvisi al commerciale per i contatti fermi e per i preventivi senza risposta.
  • Analisi: lettura delle note di chiamata per raggruppare i motivi dei no e trovare quelli che ritornano.

Se vuoi provare, ecco due richieste da adattare.

Per preparare la prima chiamata

“Un contatto ha compilato il modulo per [cosa ha chiesto o scaricato] dopo aver visto [annuncio o pagina]. Scrivi una prima frase di chiamata che riprenda la sua richiesta e proponga un passo piccolo, non il preventivo. Poi suggerisci tre domande per capire se è in target.”

Per leggere i motivi dei no

“Ti incollo le note delle chiamate dell’ultimo mese. Raggruppa i motivi per cui i contatti non sono diventati clienti, indica quante volte compare ciascuno e separa quelli che dipendono da noi da quelli che non dipendono da noi. Non aggiungere motivi che non sono nelle note.”

In tutti e due i casi l’AI lavora sul materiale che le dai tu: le frasi della chiamata vanno provate e adattate al tuo modo di parlare. Per portare questo lavoro nei processi dell’azienda: AI per aziende.

Domande frequenti

Cos’è la gestione lead?

È il processo che va dall’arrivo di un contatto alla vendita: risposta, richiamo, qualifica, appuntamento, preventivo, follow-up e registrazione dell’esito. Decide se i contatti delle campagne diventano clienti.

Entro quanto tempo va richiamato un contatto?

Il prima possibile, mentre l’interesse è ancora alto. Nel nostro processo la prima chiamata parte entro due ore dal contatto e comunque entro ventiquattro.

Quante volte va richiamato chi non risponde?

Più di una volta, in giorni e orari diversi, poi con un messaggio. Il numero giusto dipende dal tuo mercato: l’importante è deciderlo e scriverlo, invece di fermarsi al primo tentativo.

Cosa dire nella prima chiamata?

Riprendi quello che la persona ha chiesto o scaricato e proponi un passo piccolo e utile, come un controllo o un appuntamento breve. Tre domande preparate aiutano a capire se è in target.

Serve un CRM per gestire i lead?

Serve un posto unico dove registrare ogni contatto e il suo esito. All’inizio può bastare un foglio condiviso aggiornato; quando i contatti crescono, un CRM con promemoria e messaggi automatici fa risparmiare tempo.

Perché i contatti dal web sembrano di qualità più bassa?

Chi arriva da un annuncio ti conosce meno di chi arriva dal passaparola e ha bisogno di più accompagnamento. Spesso però sembrano scarsi perché vengono richiamati tardi o una sola volta.

La tua prossima mossa

Non provare a fare tutto in un giorno. Parti da queste tre azioni.

1 · OGGICompila il modulo del tuo sito come un cliente e misura quando arriva la prima chiamata.
Vai all’esercizio →
2 · QUESTA SETTIMANANomina chi richiama i contatti, scrivi i tempi e la prima frase della chiamata.
Vai ai sei passi →
3 · ENTRO IL MESECalcola il tuo fatturato invisibile e aggiungi “esito” e “motivo del no” all’elenco dei contatti.
Vai al calcolo →

Se vuoi guardare insieme a noi dove si fermano i tuoi contatti, ne parliamo in una consulenza: porta l’elenco dei contatti dell’ultimo mese con gli esiti che hai.

Video collegato: Come trasformare i contatti del web in clienti paganti

Giulia Gasperini

Consulente di web marketing, divulgatrice e docente universitaria. Da oltre dieci anni aiuto le aziende a portare il loro know-how online con un metodo chiaro, e oggi guido la strategia di uno studio di specialisti senior.