Indice della guida
- In sintesi
- Cosa dice Google sui contenuti scritti con l’AI
- Perché il testo generico non si posiziona
- Come deve essere scritto un contenuto SEO oggi
- Il metodo in quattro fasi per scrivere con ChatGPT in ottica SEO
- Le parole da vietare all’AI
- Un prompt per scrivere una sezione SEO
- Il controllo prima di pubblicare
- Esempi dai nostri progetti
- ChatGPT SEO
- Esercizio
- Checklist per scrivere con ChatGPT in ottica SEO
- ChatGPT SEO
- Domande frequenti
- La tua prossima mossa
ChatGPT e la SEO possono lavorare insieme, ma non nel modo in cui molti pensano. Chiedere “scrivimi un articolo su…” e pubblicare il risultato produce testi generici, uguali a mille altri, che difficilmente si posizionano e ancora più difficilmente vengono citati dalle AI. Usata con metodo, invece, l’AI fa risparmiare tempo su struttura, prima stesura e revisione, mentre la competenza, i dati e il punto di vista restano tuoi. In questa guida vediamo cosa dice Google sui contenuti scritti con l’AI, perché il testo generico non funziona, il metodo in quattro fasi che usiamo in studio, un prompt da copiare e il controllo da fare prima di pubblicare.
In questa guida impari
- cosa dice davvero Google sui contenuti scritti con l’intelligenza artificiale;
- il metodo in quattro fasi per scrivere con ChatGPT, Claude o Gemini senza perdere qualità;
- le parole da vietare all’AI, un prompt da copiare e il controllo prima di pubblicare.
In sintesi: ChatGPT e SEO in cinque punti
Cosa dice Google sui contenuti scritti con l’AI
Le indicazioni ufficiali di Google sono chiare su un punto: conta la qualità del contenuto per chi lo legge, non lo strumento usato per scriverlo. Un testo utile, accurato e scritto da chi conosce l’argomento può essere stato preparato con l’aiuto dell’AI. Allo stesso tempo, le norme contro lo spam di Google vietano di produrre grandi quantità di pagine con lo scopo principale di manipolare i risultati, senza aggiungere valore: è quello che Google chiama abuso di contenuti in scala, ed è indipendente dal fatto che a scriverli sia una persona o una macchina.
Il punto quindi non è “AI sì o no”, ma una domanda che Giulia ripete spesso: se una persona può avere la risposta standard chiedendola direttamente a ChatGPT, perché dovrebbe cliccare sul tuo sito? La risposta a questa domanda è il tuo posizionamento nei contenuti. Ne parla nel video Come fare SEO per Google ai tempi di ChatGPT.
Perché il testo generico non si posiziona
Quando chiedi all’AI di scrivere un articolo senza darle niente, lei fa la cosa più ragionevole: mette insieme quello che si trova più spesso su quell’argomento. Il risultato è una media. Corretta, ordinata, e identica nella sostanza a quello che è già nei primi risultati. Per Google non c’è motivo di mettere una media sopra le fonti da cui è stata ricavata, e per le AI non c’è motivo di citarla.
| Cosa ha l’AI | Cosa hai solo tu |
|---|---|
| Quello che è già stato scritto online | I tuoi casi, con i loro numeri e le loro difficoltà |
| Una buona capacità di scrivere e ordinare | Le domande vere che i clienti ti fanno al telefono |
| Risposte medie e prudenti | Le tue opinioni, anche quando vanno contro il pensiero comune |
| Esempi generici | Esempi del tuo settore, della tua zona, dei tuoi clienti |
| Nessuna responsabilità | La firma di una persona che risponde di quello che scrive |
Google descrive queste qualità con la sigla E-E-A-T: esperienza, competenza, autorevolezza e affidabilità. Le stesse qualità aiutano un testo a essere scelto dalle AI come fonte, come spieghiamo nella guida alla GEO SEO.
Come deve essere scritto un contenuto SEO oggi
Tre regole di struttura che applichiamo a ogni testo, scritto con o senza AI.
- Prima la risposta. La risposta diretta alla domanda principale va nei primi due o tre paragrafi, in quaranta o cinquanta parole, senza introduzioni lunghe. È quello che cercano sia le persone sia i sistemi che riassumono.
- Titoli come domande vere. Titoli H2 e H3 formulati come le domande che le persone fanno, anche a voce: “Quanto costa…”, “Come si calcola…”, “Che differenza c’è…”.
- Elenchi e tabelle dove servono. Confronti, passaggi e dati sono più chiari in un elenco o in una tabella, e più facili da riprendere per Google e per le AI.
Il metodo in quattro fasi per scrivere con ChatGPT in ottica SEO
È il flusso che usiamo in studio per i contenuti del sito e per le guide di questa Lead Academy. L’AI è un assistente molto capace e un po’ pigro: rende quando riceve indicazioni precise.
Briefing: la scaletta prima del testo
Non chiedere subito l’articolo. Usa l’AI per ragionare: quali domande si fa chi cerca questo argomento, quali punti coprono i migliori risultati, in che ordine ha senso trattarli. Il risultato di questa fase è una scaletta, non un testo.
Dati reali: dai all’AI quello che non ha
È la fase che fa la differenza. Prima di far scrivere, fornisci il tuo materiale: un caso con i numeri, una tua opinione, un dato raccolto con i clienti, la trascrizione di un tuo video, le domande che ricevi più spesso. Così il testo conterrà informazioni che l’AI non avrebbe potuto inventare.
Scrittura a blocchi, con regole precise
Fai scrivere una sezione alla volta, un titolo alla volta, così puoi controllare e correggere. Dai regole di stile chiare: frasi brevi e attive, la risposta all’inizio, niente formule da AI. E vieta le parole che rendono il testo finto.
Revisione umana
Rileggi tutto come se dovessi firmarlo, perché lo firmerai. Riscrivi l’apertura perché contenga la risposta subito, controlla ogni dato, aggiungi link a fonti autorevoli, porta il tono alla tua voce. È la fase che decide se il testo si posizionerà.
Cosa insegna: le fasi 2 e 4 sono quelle che l’AI non può fare al posto tuo. Saltarle è il modo più rapido per pubblicare contenuti commodity.
Le parole da vietare all’AI
Alcune espressioni compaiono così spesso nei testi generati da sembrare una firma. Quando le leggi, il lettore capisce subito come è stato scritto il testo. Conviene vietarle esplicitamente nelle istruzioni.
| Da evitare | Perché |
|---|---|
| “Nel panorama odierno”, “nell’era digitale” | Introduzioni vuote che non dicono niente |
| “Cruciale”, “fondamentale”, “essenziale” ripetuti | Enfasi automatica che perde significato |
| “Innanzitutto”, “in conclusione”, “in sintesi” a ogni paragrafo | Struttura da tema scolastico |
| “Scopriamo insieme”, “immergiamoci” | Formule che rimandano il contenuto |
| “Rivoluzionario”, “incredibile”, “straordinario” | Superlativi senza prove, che tolgono credibilità |
Nel nostro studio queste regole stanno in un documento sul tono di voce che tutte le richieste di scrittura richiamano. Come costruirlo lo raccontiamo nella guida a Claude AI per il marketing.
Un prompt per scrivere una sezione SEO
Questo è il modello che Giulia propone nel video, da adattare. Funziona con ChatGPT, Claude e Gemini.
“Agisci come un esperto SEO e copywriter. Scrivi una sezione di un articolo sul tema [argomento]. Regole: inizia il primo paragrafo rispondendo direttamente alla domanda principale in meno di 50 parole. Usa frasi brevi e attive. Evita introduzioni lunghe e le formule tipiche dei testi generati. Integra in modo naturale questi dati e opinioni reali: [dato, caso o esempio]. Se un concetto è complesso, usa un elenco puntato o una tabella.”
Il controllo prima di pubblicare
Prima di pubblicare qualsiasi testo, cinque domande. Se la risposta a una è no, il testo non è pronto.
- La risposta chiara alla domanda di chi cerca è nei primi paragrafi?
- C’è almeno un dato, un esempio o un caso che non si trova in nessun altro articolo?
- I titoli sono domande o frasi che una persona cercherebbe davvero?
- Ogni numero e ogni affermazione importante sono verificati, con la fonte quando serve?
- Il testo suona come la tua azienda, o come un testo qualunque?
Esempi dai nostri progetti
Un eCommerce nostro cliente: i testi delle pagine categoria
Per un eCommerce con molte categorie di prodotto abbiamo preparato un prompt dedicato ai testi delle pagine categoria. Il punto non era far scrivere l’AI da sola, ma darle ogni volta il materiale giusto sulla categoria e regole fisse su struttura e tono, così che ogni testo parli davvero di quei prodotti. Le pagine categoria sono quelle che si posizionano sulle ricerche più commerciali, e un testo generico lì non aiuta né Google né chi deve scegliere.
Cosa insegna: il prompt è il metodo, il materiale è il valore. Lo stesso prompt con dati diversi produce testi diversi, ed è quello che li rende utili.
E due progetti SEO dalla nostra pagina dei casi studio, in cui ha contato la profondità dei contenuti più della quantità.
Maco Technology
Tensostrutture per l’architettura
+320%
traffico sulle pagine prodotto in 4 anni. 537 parole chiave indicizzate e 500 contatti WhatsApp nell’ultimo anno.
Le leve usate: pagine esaustive su argomenti specifici, abbandono delle parole troppo generiche, restyling, traduzione per i mercati esteri.
Cosa insegna: pochi argomenti trattati in profondità portano visitatori più in target di molti articoli generici.
Leggi il caso →Casa Cialde
eCommerce di cialde e capsule
4.888
visite mensili dalla SEO. 2.586 parole chiave indicizzate in 6 mesi.
Le leve usate: revisione dell’albero del sito, pagine chiave per prodotti e categorie, SEO locale.
Cosa insegna: in un eCommerce la struttura delle categorie conta quanto i testi: dice a Google cosa vendi e per chi.
Leggi il caso →ChatGPT SEO: sei errori frequenti
- Copiare e incollare. Il testo generato senza materiale tuo è una media di quello che esiste già.
- Pubblicare in serie. Molte pagine simili e senza valore sono un rischio, non un vantaggio.
- Non controllare i fatti. Dati, nomi e fonti inventati rovinano la credibilità del sito.
- Lasciare le formule da AI. Il lettore se ne accorge e smette di fidarsi.
- Ignorare l’intenzione di ricerca. Un ottimo testo informativo non si posiziona su una ricerca di chi vuole comprare, e viceversa.
- Testi senza firma. Un autore riconoscibile, con la sua esperienza, è parte di quello che rende un contenuto affidabile.
Esercizio: lo stesso articolo con e senza i tuoi dati
Un esercizio da un’ora per vedere con i tuoi occhi la differenza.
- Scegli una domanda che i clienti ti fanno spesso.
- Chiedi all’AI di scrivere un breve articolo sulla domanda, senza darle altro. Salva il risultato.
- In una nuova chat, segui il metodo: scaletta, poi incolla un tuo caso, un dato e la tua opinione, poi fai scrivere sezione per sezione con le regole di stile.
- Confronta i due testi e cerca entrambi su Google: quale aggiunge qualcosa ai primi risultati?
Il primo testo assomiglierà a quello che trovi già online. Il secondo avrà qualcosa che nessun altro ha: è quello che vale la pena pubblicare.
Checklist per scrivere con ChatGPT in ottica SEO
Spunta le voci prima di pubblicare un testo scritto con l’AI. Le caselle restano salvate su questo dispositivo e non viene inviato nulla.
ChatGPT SEO: una seconda richiesta utile
Oltre al prompt per scrivere, uno per la revisione, da usare sul testo finito.
“Questo è un mio articolo per la parola chiave [parola chiave]: [testo]. Fai da revisore severo. Dimmi: se la risposta principale è nei primi paragrafi, quali frasi potrebbero stare in qualsiasi altro articolo, dove mancano un dato o un esempio concreto, quali formule sembrano scritte da un’AI. Non riscrivere: elenca i problemi in ordine di importanza.”
Se vuoi impostare un metodo di scrittura con l’AI per il tuo sito, trovi come lavoriamo nelle pagine SEO e GEO e content marketing. Sul blog c’è anche l’articolo su come scrivere per la SEO.
Domande frequenti
Google penalizza i testi scritti con ChatGPT?
No, se sono utili e di qualità: Google valuta il contenuto, non lo strumento. Penalizza invece i contenuti prodotti in serie per manipolare i risultati senza aggiungere valore, scritti da persone o da macchine.
Si può fare SEO con ChatGPT?
Sì, come assistente: per costruire la scaletta, scrivere una prima stesura a partire dal tuo materiale e fare una revisione. Dati, casi, opinioni e controllo finale devono venire da te.
Come scrivere un articolo SEO con l’AI?
In quattro fasi: scaletta con le domande di chi cerca, inserimento dei tuoi dati e casi, scrittura una sezione alla volta con regole di stile precise, revisione di una persona che controlla fatti e tono.
Cosa sono i contenuti commodity?
Sono testi standard, che un’AI potrebbe scrivere in pochi secondi riassumendo quello che c’è già online. Non danno a nessuno un motivo per sceglierli, né a Google né alle AI che citano le fonti.
Serve il file llms.txt per le AI?
Google ha detto di non usarlo. Per farsi trovare e citare contano contenuti utili e affidabili, una struttura chiara e un sito che i motori possono leggere.
Quali parole evitare nei testi scritti con l’AI?
Le formule che compaiono di continuo nei testi generati, come “nel panorama odierno”, “cruciale”, “in conclusione”, “scopriamo insieme” e i superlativi senza prove. Conviene vietarle nelle istruzioni.
La tua prossima mossa
Tre azioni per usare l’AI nei contenuti senza rinunciare alla qualità.
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Se vuoi un parere sui contenuti del tuo sito, ne parliamo in una consulenza.
Video collegato: Come fare SEO per Google ai tempi di ChatGPT

