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Come creare un sito web – il mio Workflow

Per realizzare un sito web oggi hai a disposizioni infiniti strumenti con diversi livelli di difficoltà, ma per me il vero punto di forza non è lo strumento ma il percorso che ti porta alla realizzazione del progetto.
In questo articolo vediamo il mio Workflow per realizzare un sito web.

Per me realizzare un sito internet non è solo web design, un sito web è il cuore di una azienda online, questo deve essere la massima espressione della comunicazione.

Il sito internet è solo la punta dell’iceberg di un’azienda, guardandolo potresti capire molte cose, è quasi come guardare l’anima dell’azienda.

Vedi un sito disordinato? Non capisci di cosa si parla, il sito è focalizzato, è incentrato sul personal brand o sul prodotto, la grafica è curata, i contenuti sono curati, è aggiornato, il sito non esiste.

In comunicazione di dice “è impossibile non comunicare”, ecco che anche ogni dettaglio di un sito comunica qualcosa.

Ho fatto questa premessa perché tutti giorni incontro imprenditori di ogni settore e troppe volte mi sento dire che non sono soddisfatti del loro sito web e della persona/agenzia che lo ha realizzato.
La mia risposta è in una citazione: “L’80% dei siti realizzati senza una base strategica vengono rifatti entro 9 mesi”.

La cosa che mi preme di più quando inizio un progetto è che questo sia utile all’azienda, a livello di brand e di risultati, così da poter avere un caso di successo da raccontare al mio prossimo cliente. Questa è una strategia WinWin, cliente e fornitore vincono entrambi.

Negli anni ho sviluppato e ottimizzato il mio workflow per la realizzazione di siti web, eccolo quindi schematizzato per punti:

1) Obiettivi aziendali e analisi iniziale

Partiamo dalla parte strategica e di analisi.
Questa si compone di due fasi:
a) Analisi → del sito aziendale e del materiale di comunicazione a disposizione, del mercato di riferimento, dei competitor e del target.

Quello che devo capire è come comunicare al meglio quello che fa il cliente, ma spesso non è facile capire l’attività del cliente:
o perché è un’attività nuova non ancora definita, o perché è un ambito molto specifico e tecnico, penso alle aziende B2B.

Una volta capito cosa fa l’azienda e studiata la concorrenza, propongo all’imprenditore alcuni angoli da poter usare per una comunicazione efficace e quindi per differenziarsi.

b) Workshop → nella prima fase del lavoro si deve creare un team tra chi realizza il sito e l’azienda che lo commissiona.
Uno ha le competenze di web marketing, l’altro le competenze nel settore di riferimento.
Se i cervelli riescono ad unirsi il risultato è assicurato.
Questo step si compone di 2 o più incontri dove si svolge un brainstorming guidato da un’intervista base.
Durante queste riunioni sono presenti: consulente di web marketing, web designer, titolare dell’azienda committente e resp. Marketing interno.

Per esperienza è importante che non sia presente solo il titolare in quanto ci saranno da svolgere delle attività pratiche che nel 99% dei casi non avrà tempo di svolgere.
Dobbiamo aiutarlo a delegare e lasciare a lui i compiti decisionali.

2) Come deve essere il sito

Al termine del primo step possiamo dire di conoscere molto meglio la realtà con cui stiamo collaborando e ora passiamo al nocciolo della richiesta.

a) Prima di tutto dobbiamo definire l’obiettivo del sito, è un sito vetrina? È un catalogo? È un ecommerce? Serve ai commerciali o serve per trovare nuovi clienti? A seconda delle risposte emerse la struttura del sito sarà sensibilmente diversa.

b) Dobbiamo sapere quali contenuti abbiamo a disposizione o quali possono essere creati.
Questo è uno dei punti più delicati, infatti il sito è un raccoglitore di informazioni, ma se l’azienda non è strutturata potrebbe non avere niente di idoneo da inserire.
Qui dovremo mettere in stand-by il sito e coinvolgere altre figure professionali come: fotografo, video maker, illustratore, copywriter, ecc.

c) Ultimo punto di questo step, capire che look & feel vuole il cliente.
È inutile proporre 5 bozze grafiche del sito senza che prima si è condiviso uno stile guida.
Vogliamo un sito giocoso? Statico? Con animazioni? Serioso?
Per riuscire a sintonizzarsi con il gusto del cliente le strade sono 2:
presentare esempi per stimolare la conversazione oppure chiedere al cliente siti che piacciono e analizzarli insieme.

È importante analizzare perché un sito piace per non creare fraintendimenti, può succedere che a una persona piaccia la home di un sito ma in realtà è coinvolto solo dalla fotografia, che adattata al prodotto che vende non renderebbe affatto in questo modo.

3) Analisi SEO

L’analisi SEO verrà fatta solo se prevista dalla strategia, ma nella gran parte dei casi questa è necessaria.
È fondamentale metterla a questo punto del workflow perché sarà lei a dettare la struttura del sito web.
Non approfondiremo in questo video come fare un’analisi SEO, ma quello che dobbiamo sapere è che al termine dello step dovremo avere un albero del sito definito ed approvato dal cliente.

Ora il lavoro prende una biforcazione, da una parte la creazione del sito, contemporaneamente la creazione dei contenuti.
Noi continuiamo sulla prima.

4) Wireframe

Entra in gioco solo ora la figura del webdesigner, anch’esso sfrutterà l’analisi già fatta, in particolare l’analisi dei competitor, l’analisi del look & feel e l’albero del sito per proporre i Wireframe.
Questo step serve per definire la struttura della pagina, gli ingombri dei testi e delle foto, la navigazione e il layout.
Le pagine disegnate sono in bianco e grigio per non creare distrazioni.
Spesso per progetti piccoli questo step viene saltato e si passa a quello successivo.

Io parto sempre da uno schizzo veloce a mano che mi aiuta a capire come impostare il lavoro e poi passo alla creazione delle pagine in Sketch.
Molto validi a questo scopo anche Adobe XD e Figma che sono gratuiti.

5) Nuovo design

Il sito inizia finalmente a prendere forma, al posto dei box grigi e il finto testo possiamo inserire colori, loghi, immagini, testi e font.
Qui fa la differenza un bravo web designer che dovrà riassumere tutto il lavoro fatto in precedenza in una comunicazione che piaccia al cliente e al target di riferimento.
Io lavoro ancora con Sketch, in abbinamento con Illustrator e Photoshop per la modifica delle immagini e dei vettoriali.
Icone i illustrazioni possono fare parte del progetto e renderlo molto più accurato e personalizzato.

Per progetti importanti è utile realizzare anche una “style-guide” cioè una guida con gli stili che andremo ad utilizzare nel sito che ci aiuterà ad essere coerenti.
Per chi ha conoscenze di grafica, possiamo paragonarlo al brand manual per un logo.

6) Implementazione del sito

Molti inizierebbero il loro workflow da qui, ed è per questo che nell’80% dei casi falliranno.
Questo step è tecnico, non c’è strategia, bisogna scegliere la piattaforma migliore per il progetto, sapere i pro e i contro di ogni linguaggio e creare uno strumento utile al cliente.
Può lavorare a questa fase un webdesigner, un web developer, o entrambe le figure contemporaneamente.
Io lavoro sopratutto con il CMS WordPress che permette di creare siti web molto personalizzati con editor visuali o a codice e sopratutto danno la possibilità al cliente di essere autonomo nella modifica dei contenuti.

È importante sottolineare che la grafica che si sta sviluppando è già stata approvata al termine dello step precedente.
Se si ha lavorato bene non ci saranno ulteriori modifiche, se non qualche dettaglio o ultimo contenuto da inserire.

Io sviluppo i siti su area di test online così da rendere partecipe il cliente o altri partner nel caricamento dei contenuti.

7) Tracciamento / Redirect SEO

Un passaggio che spesso viene dato per scontato, ma che è necessario ricordare sia in fase di preventivazione sia per non creare danni all’azienda è quello di implementare gli strumenti di tracciamento.

I più comuni sono:
– Google analytics
– Google ads conversioni
– Google tag manager
– Google serach consol
– Facebook Pixel

Se in precedenza era online un sito web indicizzato che si vuole andare a sostituire è fondamentale creare dei redirect tra i vecchi url e i nuovi così da comunicare a Google il cambiamento.
Questo ci permette di mantenere il lavoro SEO fatto fino a quel momento.

8) Test pre-lancio

Prima di mettere online il sito è necessario fare una serie di test per: verificare il funzionamento delle diverse funzionalità, testare diversi browser e sistemi operativi, verificare il riadattamento responsive sui diversi dispositivi.
Suggerisco di far realizzare questi test a chi non ha realizzato il sito perché conosce troppo bene l’interfaccia e di coinvolgere il cliente in questa fase.

9) A/B test continui

Messo online il sito e rifatti i test pre-lancio il progetto è concluso, ma se alla base è presente una strategia di web marketing continuativa la mia idea è che è siamo solo all’inizio.
Dovremo capire come il mercato risponde al nuovo design e continuare a fare A/B test per ottimizzare il più possibile le conversioni o il raggiungimento dell’obiettivo desiderato.

Tengo molto ai contenuti di questo articolo perché sono frutto di esperienze ed errori pregressi e sopratutto spero che piano piano la percentuale dei clienti soddisfatti dopo la realizzazione di un sito web fatto da un professionista sia sempre migliore così da far crescere l’intero settore.

Grazie Fes di essere arrivato fino a qui, ci vediamo nel prossimo articolo!

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