Sì, un sito WordPress si può fare con Claude, ma non con un solo comando. Claude scrive bene codice e testi. Non sa chi è il tuo cliente, quali pagine servono a Google e cosa succede quando un contatto arriva. Per questo da noi il lavoro parte dalla strategia e dall’albero del sito, poi passa al layout e solo alla fine al tema.
Questo è il metodo che abbiamo usato per rifare il nostro sito, gaspdesign.it, e che stiamo usando per i siti dei clienti. Lo raccontiamo con i passi, le richieste che copiamo e gli errori che abbiamo imparato a evitare.
In breve: come si fa un sito WordPress con Claude
- L’ordine conta: albero del sito per la SEO, layout in bozze HTML, testi, tema, prova, messa online.
- Claude fa il lavoro ripetitivo. Le decisioni, la prova e il controllo restano a persone.
- Senza page builder: un tema leggero, campi personalizzati e blocchi dell’editor, così il cliente cambia i testi senza rompere la grafica.
- Si lavora sempre su una copia di prova, mai sul sito vero.
- Non promettiamo un sito in un pomeriggio: la prima versione non è mai quella finale.
Cosa serve per creare un sito WordPress con Claude
Prima di scrivere la prima richiesta ti servono pochi elementi, e quasi nessuno è tecnico.
| Cosa | A cosa serve |
|---|---|
| Claude (la chat) | Analisi, albero del sito, layout in bozze HTML, testi |
| Uno strumento che lavora sui file, come Claude Code | Scrivere il tema e i blocchi dentro un repository Git |
| WordPress con campi personalizzati (SCF) | Testi modificabili dal cliente in blocchi, tipi di contenuto, pagina opzioni |
| Plugin SEO (Rank Math o Yoast) | Title e meta description di ogni pagina |
| SEOZoom, Search Console, Screaming Frog | Parole chiave, pagine che portano visite, scansione del sito attuale |
| PageSpeed Insights | Velocità di partenza e finale, mobile e desktop |
| Un sottodominio di prova | La copia del sito su cui si lavora, senza toccare quello vero |
| Il CRM (da noi GoHighLevel) | Raccogliere i contatti dai moduli del sito |
Serve anche una cosa che non si compra: sapere cosa deve fare il sito. Per noi un sito serve a portare contatti in target, quindi ogni decisione parte da lì.
Cosa Claude non fa da solo. Non vede il sito come lo vedi tu quando sei collegato all’amministrazione, non decide quale pagina serve a chi cerca su Google e non sa se un modulo manda davvero il contatto alla mail giusta. Per questo ogni passo ha un controllo fatto da una persona.
Il nostro metodo per fare un sito WordPress con Claude, in tre fasi
Gli altri racconti che abbiamo letto partono dal design: si chiede a Claude un layout e poi lo si porta in WordPress. È una strada valida, ad esempio Jonathan Bossenger racconta due conversazioni, una per il design e una per il tema. Noi aggiungiamo prima una parte che di solito manca: i dati e l’albero del sito.
- Analisi e albero del sito. Si capisce cosa c’è oggi, cosa cercano le persone e quali pagine servono. Esce un albero approvato, con per ogni pagina parola chiave, titolo e indirizzo.
- Layout e contenuti con Claude. Per ogni tipo di pagina una bozza HTML da rivedere, poi i testi nel tono di voce del cliente, già ottimizzati per la SEO.
- Montaggio su WordPress senza builder. Un tema leggero scritto da Claude dalle bozze approvate, provato su una copia del sito e poi messo online.
Le scelte che hanno deciso il metodo
| Scelta | Perché |
|---|---|
| Niente page builder | Pagine più leggere, meno codice da mantenere, lo stile si cambia in un posto solo |
| La grafica sta nel tema, i testi nel database | Il cliente modifica i testi dall’editor normale senza rompere il layout |
| Ogni sito è pensato per Google e per le AI | Titoli, dati strutturati, domande frequenti e crawler delle AI ammessi fin dall’inizio |
| Le bozze sono pagine HTML | Si vedono nel browser e si approvano prima di scrivere una riga del tema |
| I box che si ripetono si riusano identici | Cambi un box una volta e cambia ovunque |
| Il tema vive in Git | Ogni modifica ha una storia e si può tornare indietro |
Come creare un sito WordPress con Claude, passo per passo
Fase 1: analisi e albero del sito
- Intervista e brief. Obiettivi, servizi da spingere, zona da coprire. Claude riassume gli appunti della call e ne ricava il brief del sito.
- Inventario del sito attuale. Pagine, articoli, modelli, plugin, problemi tecnici. Claude legge sitemap e pagine e conta i doppioni. Ogni elemento riceve un’etichetta: si tiene, si rifà, si toglie.
- Dati SEO. Come in un’analisi SEO: le parole che cercano i clienti e i concorrenti da SEOZoom, le pagine che portano visite da Search Console. Claude incrocia i dati, ma non inventa numeri: se manca un dato, la colonna resta vuota.
- Gruppi di parole e albero. Ogni parola va in un gruppo per argomento e ha una pagina di destinazione. L’albero ha poche voci di menu, i servizi come pagine secondarie e sottopagine per coprire le altre parole. Per ogni pagina: parola chiave, secondarie con volume, titolo, indirizzo.
- Piano per le AI e piano per i contatti. Dati strutturati, domande frequenti, crawler delle AI ammessi; poi dove mettere moduli, prenotazione della call e WhatsApp, e cosa chiedere nei moduli.
- Approvazione. L’albero lo approva Giulia, o il cliente. Senza questo passo non si disegna niente.
Fase 2: layout e contenuti
- Una bozza HTML per ogni tipo di pagina: home, servizio, caso studio, articolo, pagina per le campagne. Si guarda nel browser e si corregge, al posto dello schizzo su carta.
- I testi, pagina per pagina, nel tono di voce del cliente. Ogni pagina apre con la risposta alla domanda di chi cerca, i titoli H2 sono domande e i fatti si possono verificare.
- Controllo SEO prima di consegnare ogni bozza:
- title con la parola chiave (circa 60 caratteri) e meta description (circa 155);
- un solo H1 e gerarchia dei titoli corretta;
- secondarie distribuite nei titoli e nei paragrafi, senza forzature;
- link interni con gli indirizzi dell’albero e testi descrittivi;
- testo alternativo delle immagini e dati strutturati, solo se veri.
- Immagini: solo foto reali del cliente.
- Modello dei contenuti. Per ogni sezione delle bozze si decide dove vive:
| Cosa | Dove |
|---|---|
| Layout, CSS, intestazione, piè di pagina | Tema, in Git |
| Testi di ogni pagina | Blocchi con campi personalizzati nell’editor |
| Dati ripetuti (contatti, testi delle CTA) | Pagina opzioni del sito |
| Casi studio, team, recensioni | Tipi di contenuto personalizzati |
| Title e meta description | Plugin SEO |
Fase 3: montaggio su WordPress
- Copia del sito attuale su un sottodominio di prova, chiusa a Google con noindex e password. Il sito vero non si tocca fino alla messa online.
- Velocità di partenza con PageSpeed Insights, mobile e desktop. Serve per il confronto prima e dopo: le misure e le cause più comuni sono nella guida su come velocizzare WordPress.
- Il tema. Claude lo scrive dalle bozze approvate: blocchi con campi, parti di template, pagina opzioni, tipi di contenuto. Il codice sta in Git. Lo stile si cambia nel tema, non pagina per pagina.
- Moduli collegati al CRM, con la fonte del contatto, e prova di un contatto completo fino alla pipeline.
- Cache e ottimizzazione: cache del server, immagini in formato WebP, font locali.
- SEO tecnica: title e meta dal commento in cima a ogni bozza, sitemap, robots.txt, llms.txt.
- Prove: computer e telefono su almeno due browser, velocità dopo, moduli. Poi la prova dell’editor: il cliente, o la PM, cambia un testo senza rompere la grafica.
- Redirect 301 dalla mappa approvata, messa online, nuova prova, Search Console con invio della sitemap, backup.
Da Elementor a un sito WordPress senza page builder con Claude
Se il tuo sito è fatto con Elementor, la tentazione è chiedere a Claude di “convertirlo”. Noi non lo facciamo, e il motivo è semplice: un sito rifatto da una conversione automatica si porta dietro il codice del builder, e noi vogliamo pagine leggere, senza quel codice.
Quello che abbiamo deciso per il nostro sito:
- Si parte dal database attuale, su un sottodominio di prova. Gli articoli scritti con l’editor normale restano.
- Pagine e modelli fatti con il builder si rifanno da zero nel tema: intestazione, piè di pagina, pagine singole, archivi, popup. I convertitori automatici servono solo come punto di partenza per riprendere i testi.
- Il builder si spegne solo quando tutte le pagine sono rifatte. Poi si pulisce il database, togliendo dati e plugin del builder.
- Gli indirizzi si tengono, salvo che contraddicano il nuovo posizionamento. In quel caso redirect 301 dalla mappa approvata.
- La velocità si misura prima e dopo. Prometti un miglioramento misurato, non un punteggio.
Lo spieghiamo passo per passo nella guida su come togliere Elementor, Divi o WPBakery senza rompere il sito. Il principio è lo stesso con Divi, Oxygen o altri costruttori di pagine, ma noi lo abbiamo applicato a Elementor e non possiamo dirti come vada negli altri casi.
Se invece parti da zero, o da una bozza generata da Claude, la strada è più corta: salti l’inventario e passi dall’albero ai layout. Come ricorda Create A Pro Website, non esiste un pulsante universale che importi in Elementor una pagina scritta a codice mantenendo layout, interazioni e comportamento su telefono: la strada va scelta prima, in base a chi manterrà il sito.
Richieste da copiare e regole di sicurezza
Queste sono le richieste che adattiamo a ogni progetto. Vanno date una alla volta, controllando il risultato prima di passare alla successiva.
1. Inventario del sito attuale
Leggi la sitemap, le pagine e gli articoli di questo sito. Per ogni elemento dimmi se va tenuto, rifatto o tolto, e conta i doppioni. Non inventare numeri: se un dato manca, scrivi che manca e chi può fornirlo.
2. Albero del sito
Con questi dati (parole cercate e pagine che portano visite) proponi un albero del sito con poche voci di menu e i servizi come pagine secondarie. Per ogni pagina scrivi parola chiave, secondarie con volume, titolo e indirizzo. Se un titolo che ho scelto non contiene la parola chiave, segnalalo e proponi un'alternativa, senza cambiarlo tu.
3. Bozza di una pagina
Prepara la bozza HTML di una pagina servizio con questo ordine di sezioni: [elenco]. Un solo file, un solo H1, title e meta description in un commento in cima. Usa solo i testi e le foto che ti ho dato.
4. Il tema, dalla bozza approvata
Trasforma la bozza approvata in un tema WordPress leggero, senza page builder: la grafica nel tema, i testi in blocchi con campi personalizzati, i box che si ripetono come parti di template. Non usare blocchi HTML grezzi nei template. Alla fine cerca "wp:html" in template, parti e pattern e dimmi dove compare.
L’ultimo controllo viene dal racconto di Bossenger: Claude, in prima battuta, può avvolgere intere sezioni in blocchi HTML grezzi. Il sito sembra a posto, ma nell’editor non puoi più cliccare un titolo per modificarlo.
Regole di sicurezza
- Nessuna password in chat. Gli accessi si impostano fuori dalla conversazione.
- Si lavora su una copia di prova, chiusa a Google e con password. Create A Pro Website lo ripete: non dare mai a uno strumento di codice accessi illimitati al sito vero solo perché l’anteprima sembra giusta.
- Il tema non si modifica mai dall’amministrazione del sito in produzione. Grafica e struttura cambiano solo nel tema, in Git; i testi si cambiano direttamente nel sito, e WordPress tiene le revisioni.
- Modifiche ai testi da parte di Claude (per esempio tramite l’API di WordPress con una password applicazione): solo con rilettura e solo dopo aver provato il flusso sulla copia di prova.
- Il database di produzione non si sovrascrive con quello di prova dopo la messa online.
- Backup prima della messa online e dopo.
Cinque errori da evitare quando fai un sito WordPress con Claude
- Partire dal design. Un layout bellissimo su pagine che nessuno cerca non porta contatti. L’albero del sito viene prima, perché decide quali pagine esistono.
- Accettare blocchi HTML grezzi. Il sito si vede bene ma l’editor non funziona: i testi non si modificano e il menu resta bloccato nel codice. Chiedi blocchi veri e controlla i file del tema.
- Lavorare sul sito vero. Anche un errore piccolo, sul sito che porta clienti, costa contatti. Copia di prova, chiusa a Google, sempre.
- Fidarti della prima versione. Aprila collegato all’amministrazione, su telefono e a larghezze diverse. Bossenger racconta che la barra dell’amministrazione copriva l’intestazione fissa: Claude quella barra non la vede mai. E nei commenti al suo articolo ammette di non aver ancora provato il tema su più larghezze.
- Cambiare gli indirizzi senza mappa e promettere un punteggio. Senza redirect 301 perdi le visite delle pagine che già funzionano. E un punteggio di velocità non si garantisce: si misura prima e dopo e si racconta la differenza.
Una regola per fermarsi
Prima della prima richiesta scrivi cosa vuol dire “finito”: pagine come da albero, layout approvato, prove su telefono superate, testi e foto veri. Poi una modifica ha senso solo se nasce da un difetto trovato o da una scelta consapevole. L’idea è di Create A Pro Website, e ci ha convinto: Claude rende ogni variante quasi gratuita, ma confrontare varianti all’infinito costa attenzione.
Domande frequenti sul sito WordPress con Claude
Si può fare un sito WordPress con Claude senza saper programmare? Per l’analisi, l’albero, le bozze e i testi basta la chat. Per il tema e la messa online serve qualcuno che sappia leggere i file, usare Git e muoversi in WordPress. Da noi lo fa Anna, con Claude che scrive il codice. Create A Pro Website dice la stessa cosa: serve un minimo di dimestichezza per rivedere i file e recuperare quando un comando fallisce.
Serve Claude Code per fare un sito WordPress? Non per tutto. La chat basta per layout e testi. Per scrivere il tema dentro il repository ti serve uno strumento che lavora sui file, come Claude Code. Bossenger ha usato la chat con strumenti collegati per il primo tema e Claude Code per correggerlo.
Meglio Elementor o un tema senza page builder? Dipende da chi modifica il sito. Se il titolare deve cambiare il layout da solo, un builder ha senso. Se i testi cambiano e la grafica deve restare stabile, come per i nostri clienti, preferiamo un tema leggero con blocchi e campi personalizzati.
Quanto tempo ci vuole? Dipende dal numero di pagine e dai contenuti pronti. Non promettiamo tempi. Per un sito personale Bossenger racconta due conversazioni e nove commit in due giorni, ma non è un sito con albero SEO, moduli collegati al CRM e redirect.
Claude può modificare il sito direttamente? Sì, con strumenti collegati al sito o tramite l’API di WordPress. Noi per ora lavoriamo sui file e in Git, e lasciamo le modifiche ai testi a persone, con rilettura.
Il sito sarà ottimizzato per Google e per le AI? Sì, se lo chiedi dall’inizio: titoli con la parola chiave, un solo H1, dati strutturati, domande frequenti, sitemap e file llms.txt, crawler delle AI ammessi. È più semplice farlo dall’inizio che aggiungerlo a un sito finito.
Il tuo prossimo passo
Non provare a fare tutto in un giorno. Parti da tre azioni.
- Oggi: elenca le pagine del tuo sito e scrivi accanto a ciascuna a cosa serve. Quelle che non servono a nulla sono le prime da togliere.
- Questa settimana: misura la velocità di partenza con PageSpeed Insights, mobile e desktop, e salva i numeri.
- Entro il mese: scrivi l’albero del sito su un foglio, con una parola chiave per pagina, e fallo leggere a chi vende.
Se vuoi capire cosa conviene rifare nel tuo sito, ne parliamo in una consulenza. Qui trovi come lavoriamo ai siti web e alle landing page e all’AI per aziende.



