Si può togliere Elementor, Divi o WPBakery senza rompere il sito, ma non si disattiva e basta. Se spegni un page builder il sito resta, ma le pagine perdono il layout: al posto delle sezioni compaiono i testi senza grafica o i codici tra parentesi quadre. Per questo si rifanno le pagine prima e si spegne il builder per ultimo.
Questo è il metodo con cui abbiamo tolto Elementor dal nostro sito, gaspdesign.it. Lo raccontiamo di nuovo qui, con un paragrafo per ogni builder, e con i vantaggi e gli svantaggi di farlo, soprattutto sulla velocità.
In breve: come togliere un page builder senza rompere il sito
- Non si disattiva e basta: si rifanno le pagine in un tema leggero e solo alla fine si spegne il builder.
- Si lavora su una copia di prova, dopo un backup, e si misura la velocità prima di toccare qualcosa.
- Il vantaggio principale è la velocità, soprattutto su telefono. Gli svantaggi sono il tempo, la perdita dell’editor visuale e il rischio per la SEO se cambiano gli indirizzi.
- Non è sempre il builder il problema: immagini, hosting e script possono pesare di più.
- Non promettiamo un punteggio: si misura prima e dopo e si racconta la differenza.
Perché togliere un page builder: vantaggi e svantaggi
Il motivo citato più spesso è la velocità. Un page builder avvolge il contenuto in strati di codice e carica i propri CSS e JavaScript anche sulle pagine che non ne hanno bisogno (InstaWP). Su una pagina semplice di testo è un peso difficile da giustificare.
La velocità: cosa dicono i dati
I Core Web Vitals sono tre misure di Google sull’esperienza di chi visita il sito: quanto ci mette a comparire il contenuto principale (LCP), quanto risponde la pagina ai tocchi (INP) e quanto si sposta il layout mentre carica (CLS).

Il grafico mostra visite reali, non una prova di laboratorio. Va letto con cautela, come avverte anche chi lo ha raccolto: i siti con l’editor a blocchi sono spesso più recenti e costruiti da sviluppatori, quindi una parte della distanza dipende da chi costruisce cosa e non solo dal codice del builder.
Un test di laboratorio di WP Rocket, che vende un plugin di cache, aggiunge un altro dato: con la cache attiva sia la pagina fatta con Elementor sia quella fatta con WPBakery arrivano a 100 su 100 su mobile. Togliere il builder aiuta, ma cache, immagini leggere e un buon hosting fanno una parte importante del lavoro: le trovi in ordine nella guida su come velocizzare WordPress.
Vantaggi e svantaggi in una tabella
| Tema | Vantaggi | Svantaggi |
|---|---|---|
| Velocità | Pagine più leggere: meno CSS, JavaScript e codice annidato | Il guadagno cambia da sito a sito: se il rallentamento viene da immagini, hosting o script, il builder non è la causa |
| Manutenzione | Meno codice da aggiornare e proteggere, nessuna licenza del builder da rinnovare | Il tema nuovo va scritto e mantenuto da qualcuno |
| Modifiche | Testi nell’editor normale, grafica che non si rompe | Chi oggi sposta le sezioni con il mouse non può più farlo da solo |
| Dipendenza | Il contenuto non resta chiuso in un formato proprietario | Tornare indietro significa rifare di nuovo le pagine |
| SEO | Pagine più veloci su telefono, occasione per sistemare titoli e dati strutturati | Se cambiano indirizzi, titoli o meta description senza una mappa, si perde traffico |
| Tempo | Si fa una volta | Nessuna conversione automatica: le pagine si rifanno. InstaWP stima 20-40 minuti a pagina per un rifacimento manuale |
Per noi contava la leggerezza: pagine senza il codice del builder, testi modificabili nell’editor standard e grafica protetta nel tema.
Quando conviene togliere Elementor, Divi o WPBakery e quando no
Conviene se:
- il sito serve a portare contatti e le pagine sono soprattutto testi, servizi e moduli;
- su telefono è lento e hai già controllato che il problema non siano immagini, hosting o script;
- il builder è usato solo su una parte delle pagine: contarle prima spesso dimezza il lavoro (InstaWP);
- il builder è arrivato dentro un tema comprato e non lo hai mai scelto, come succede spesso con WPBakery nei temi acquistati su marketplace (jkdevstudio);
- stai comunque rifacendo l’albero del sito e vuoi sistemare titoli, struttura e dati strutturati.
Meglio aspettare se:
- chi gestisce il sito cambia il layout da solo ogni settimana e sta bene così: il costo di riaddestrarlo può superare il guadagno in velocità;
- il sito ha un e-commerce o aree riservate: va valutato caso per caso;
- i numeri di velocità sono già buoni: non c’è un problema da risolvere;
- non c’è nessuno che mantenga il tema dopo la messa online.
Un test prima di decidere. Misura con PageSpeed Insights una pagina lenta e guarda cosa blocca la comparsa del contenuto. Se a pesare sono le immagini non compresse, uno slider o un server lento, togliere il builder non basta. Il consiglio di InstaWP è costruire la stessa pagina due volte, con il builder e senza, sullo stesso hosting e con le stesse immagini: se la distanza è piccola, il problema è altrove.
Per questo, quando ne parliamo con un cliente, promettiamo un miglioramento misurato, con PageSpeed prima e dopo, e non un punteggio.
Prima di togliere un page builder: cosa fare prima di toccare il sito
Quando si spegne un builder i contenuti non vengono cancellati, ma smettono di vedersi come prima. Per questo la preparazione conta più della conversione. Prima di cambiare una pagina:
- Backup completo, file e database, conservato fuori dal server.
- Copia di prova su un sottodominio, chiusa a Google con noindex e protetta da password. Il sito vero non si tocca fino alla messa online.
- Velocità di partenza con PageSpeed Insights, su tre pagine tipiche (home, un servizio, un articolo), mobile e desktop. Salva LCP, INP, CLS e peso della pagina.
- Inventario: elenco di pagine e articoli, con scritto quali usano davvero il builder e cosa se ne fa. Si tiene, si rifà o si toglie.
- Screenshot di ogni pagina importante, su computer e telefono. Serve da riferimento mentre rifai e come prova che nulla è sparito.
- Testi copiati fuori dalle pagine, in un documento.
- Codice aggiunto a mano: CSS personalizzato, script, snippet. Va ritrovato e rimesso nel tema.
- Cosa il builder faceva oltre alle pagine: moduli, popup, intestazione e piè di pagina, funzioni a pagamento. Ognuno ha bisogno di un sostituto.
- Mappa degli indirizzi: quali restano uguali e quali cambiano. Per quelli che cambiano serve un redirect 301.
Un’ultima cosa: se il sito ha un e-commerce o un’area riservata, fermati e valuta il caso a parte.
Come togliere un page builder senza rompere il sito: il metodo in 8 passi
Questo è l’ordine che abbiamo seguito per il nostro sito. Il percorso completo, dall’albero al tema, lo trovi nell’articolo sul nostro metodo per fare un sito WordPress con Claude.
- Copia del sito su un sottodominio di prova, partendo dal database attuale e chiusa a Google. Gli articoli scritti con l’editor normale restano come sono.
- Velocità di partenza, con PageSpeed Insights, per avere il confronto prima e dopo.
- Albero del sito e layout prima del tema. Si decide quali pagine esistono e si approva una bozza HTML per ogni tipo di pagina. Il layout non si converte: si ridisegna.
- Un tema leggero, scritto da Claude dalle bozze approvate: grafica nel tema, testi in blocchi con campi personalizzati, box ripetuti riusati identici. Il codice sta in Git.
- Pagine e modelli del builder rifatti da zero: intestazione, piè di pagina, pagine singole, archivi, popup. I convertitori automatici servono solo come punto di partenza per riprendere i testi.
- Moduli nativi collegati al CRM, con la prova di un contatto completo fino alla pipeline.
- Il builder si spegne solo quando tutte le pagine sono rifatte. Poi si pulisce il database: dati e plugin del builder.
- Ottimizzazione e messa online: cache del server, immagini in formato WebP, font locali; title, meta description, sitemap, robots.txt e llms.txt; prove su due browser, redirect 301, Search Console e backup.
L’ordine dei passi 5 e 7 è quello che evita di rompere il sito: il builder resta acceso finché una sola pagina dipende da lui.
Come togliere Elementor senza rompere il sito
Cosa succede quando lo disattivi
Elementor non salva il layout nel contenuto della pagina, ma in dati suoi nel database. Quando lo spegni, WordPress non ha più nulla che sappia disegnare quelle pagine e mostra il testo senza grafica o con codici al posto delle sezioni (InstaWP). Il lavoro però non viene cancellato: la guida ufficiale di Elementor dice che se elimini il plugin e lo reinstalli i design tornano come erano (Elementor).
Ci sono tre cose che spesso si dimenticano:
- Moduli e funzioni di Elementor Pro. Senza il plugin Pro il sito non mostra più i design fatti con le sue funzioni, e i moduli di Elementor Pro smettono di funzionare. Il plugin gratuito non va eliminato finché Pro è attivo, perché Pro non funziona senza (Elementor).
- Intestazione, piè di pagina e modelli fatti con il Theme Builder: tornano a quello che offre il tema.
- Quello che resta dopo: un file CSS per ogni pagina nella cartella dei caricamenti e i dati del layout nel database, finché non li togli tu.
Cosa abbiamo fatto noi
Il nostro sito usava Elementor ed Elementor Pro, con moduli di Contact Form 7 e di Elementor. Abbiamo deciso di non convertirlo. Siamo partiti dal database attuale su un sottodominio di prova e abbiamo rifatto da zero le pagine e i modelli del builder: intestazione, piè di pagina, pagine singole, archivi e popup. Gli articoli scritti con l’editor normale sono rimasti. I moduli sono diventati moduli nativi del sito, collegati al CRM. Il builder lo abbiamo spento solo quando tutte le pagine erano rifatte, e dopo abbiamo pulito il database da dati e plugin di Elementor.
Cosa fare, in pratica
- Apri l’elenco delle pagine: quelle fatte con il builder hanno il comando “Modifica con Elementor”. Contale: spesso sono meno di quanto pensi (InstaWP).
- Segna per ognuna se si tiene, si rifà o si toglie, guardando le visite reali.
- Rifai le pagine nel nuovo tema, una alla volta, partendo da quelle che portano più visite.
- Sostituisci moduli, popup, intestazione e piè di pagina prima di spegnere.
- Disattiva Elementor Pro, poi Elementor, e riguarda tutto il sito. Puoi lasciarli installati ma spenti per qualche giorno, come consiglia InstaWP, in caso ti sfugga una pagina.
- Elimina i plugin e pulisci: file CSS generati, modelli del builder e dati rimasti nel database, meglio con un plugin di manutenzione che con SQL scritto a mano.
Come togliere Divi senza rompere il sito
Cosa cambia rispetto a Elementor
Divi è insieme un tema e un costruttore di pagine, e di solito si porta dietro diversi plugin aggiuntivi (Paper Street). Il suo layout non sta in dati separati, ma dentro il testo della pagina, sotto forma di codici tra parentesi quadre. Quando togli Divi quei codici restano lì e si leggono come testo (Sensible Websites), e ripulirli a mano pagina per pagina è lungo (Ulement).
Due conseguenze pratiche:
- Essendo un tema, la sostituzione cambia tutto insieme. Colori, font, intestazione e piè di pagina impostati nel tema cambiano tutti insieme. Per questo il tema nuovo si costruisce e si prova sul sito di prova, non sul sito vero.
- Immagini e plugin legati a Divi vanno rivisti. Le immagini inserite dentro i moduli possono non passare da sole, e i plugin pensati solo per Divi vanno controllati uno a uno (Sensible Websites).
Come lo toglieresti, in pratica
- Fai il backup e la copia di prova, e misura la velocità di partenza.
- Copia i testi di ogni pagina in un documento e fai gli screenshot a due larghezze.
- Costruisci il tema nuovo sulla copia e rifai le pagine, una alla volta, partendo da quelle che portano più visite.
- Quando tutte le pagine sono rifatte, passa al tema nuovo e disattiva Divi.
- Cerca i codici rimasti nel contenuto. Un plugin per pulire i codici, come quello che cita Sensible Websites, può aiutare, ma provalo sulla copia: dove la pagina è complessa conviene rifarla.
- Controlla titoli, meta description e indirizzi, poi redirect 301 dove serve.
Sulla velocità, i dati reali di agosto 2026 mettono i siti Divi che superano i Core Web Vitals su mobile al 41,7%, contro il 36,8% di Elementor e il 53,1% dell’editor a blocchi (vedi il grafico). Un sito Divi non è quindi per forza più lento di uno Elementor: la distanza maggiore è con le pagine senza builder.
Non abbiamo ancora tolto Divi da un sito: il metodo è lo stesso, ma il tema nuovo va costruito e provato prima della sostituzione.
Come togliere WPBakery senza rompere il sito
Cosa succede quando lo disattivi
WPBakery lavora con codici tra parentesi quadre dentro il testo della pagina. Un paragrafo con due colonne si presenta così:
[vc_row][vc_column width="1/2"][vc_column_text]
Il testo della pagina.
[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]
Se spegni il plugin, il testo resta nel database ma quei codici non li legge più nessuno: compaiono sulla pagina come parte del testo (jkdevstudio). Per questo le guide sulla migrazione ripetono di non toglierlo troppo presto: tienilo attivo mentre rifai le pagine e spegnilo solo alla fine (Seahawk Media).
Due particolarità di WPBakery
- Spesso non l’hai scelto tu. In molti siti è arrivato dentro un tema acquistato su un marketplace, a volte con la licenza intestata all’autore del tema e non a chi ha il sito (jkdevstudio). Prima di fare qualsiasi cosa controlla se è un plugin a sé o parte del tema: nel secondo caso, per toglierlo devi cambiare tema.
- I codici rimasti sono tanti. Dopo la rimozione restano in ogni pagina e ripulirli uno per uno è lungo (Ulement). Esistono plugin che li tolgono in blocco, da provare sempre sulla copia.
Come lo toglieresti, in pratica
- Controlla dalla pagina dei plugin se WPBakery è un plugin o parte del tema, e di chi è la licenza.
- Backup, copia di prova e velocità di partenza, come per gli altri.
- Copia fuori i testi e fai gli screenshot.
- Costruisci il tema nuovo e rifai le pagine con WPBakery ancora acceso, una alla volta, evitando di copiare i codici nelle pagine nuove.
- Quando tutte le pagine sono rifatte, disattiva WPBakery e riguarda il sito.
- Ripulisci i codici rimasti nei contenuti che hai tenuto, poi redirect 301 dove gli indirizzi sono cambiati.
I dati reali di agosto 2026 mettono i siti WPBakery che superano i Core Web Vitals su mobile al 38,6%, poco sopra Elementor e sotto l’editor a blocchi (vedi il grafico).
Non abbiamo ancora tolto WPBakery da un sito: il metodo è lo stesso, ma qui il primo controllo riguarda il tema.
Elementor, Divi o WPBakery: il confronto e come misurare la velocità prima e dopo
| Elementor | Divi | WPBakery | |
|---|---|---|---|
| Dove sta il layout | Dati propri nel database | Codici tra parentesi quadre nel testo | Codici tra parentesi quadre nel testo |
| Cosa vedi se lo spegni | Testo senza grafica o codici al posto delle sezioni; riattivandolo i design tornano | Codici visibili come testo | Codici visibili come testo |
| Cosa si rompe oltre alle pagine | Moduli e funzioni Pro, intestazione, piè di pagina e modelli del Theme Builder, popup | Il tema (colori, font, intestazione, piè di pagina) e i plugin pensati per Divi | Il tema, se WPBakery ne fa parte; la licenza può essere dell’autore del tema |
| Cosa ripulire dopo | File CSS per pagina e dati nel database | Codici rimasti nei contenuti | Codici rimasti nei contenuti |
| Siti che superano i Core Web Vitals su mobile (agosto 2026) | 36,83% | 41,68% | 38,61% |
| La nostra esperienza | Tolto dal nostro sito | Non ancora | Non ancora |
Come misurare la velocità prima e dopo
Senza una misura di partenza non puoi dire se è servito. Questo è il metodo che usiamo:
- Scegli tre pagine (la home, un servizio, un articolo) e usa sempre quelle.
- Misura con PageSpeed Insights, mobile e desktop, e salva tre valori: LCP, INP e CLS, cioè i Core Web Vitals, più il peso della pagina.
- Ripeti la misura più volte, in momenti diversi: i valori di laboratorio cambiano da una prova all’altra.
- Guarda anche i dati reali in Search Console, nel rapporto Segnali web essenziali. Si basano su una finestra di circa 28 giorni, quindi l’effetto sul sito vero si vede dopo un mese.
- Racconta la differenza, non un punteggio. Un “da 4 a 2 secondi” (numeri di esempio) è una frase che puoi dimostrare, un “100 su 100” non puoi garantirlo.
I numeri del nostro sito li pubblicheremo qui quando Search Console avrà un mese di dati reali dopo la messa online: tre pagine, misurate prima e dopo, con LCP e CLS su mobile.
Cinque errori da evitare quando togli un page builder
- Spegnere il builder per primo. Le pagine perdono il layout e mostrano testo senza grafica o codici al posto delle sezioni. Il builder si spegne per ultimo, quando ogni pagina è stata rifatta.
- Fidarsi della conversione automatica. I convertitori portano bene titoli, paragrafi e immagini, ma faticano con widget di terze parti, CSS personalizzato e contenuti dinamici (InstaWP). Valgono come primo passaggio per riprendere i testi, non come risultato finale.
- Dimenticare quello che il builder faceva oltre alle pagine. Moduli, popup, intestazione, piè di pagina e funzioni a pagamento hanno bisogno di un sostituto prima dello spegnimento. Prova un modulo completo, fino alla mail o al CRM.
- Cambiare indirizzi, titoli o meta description senza una mappa. È l’errore che costa traffico, non tempo. Gli indirizzi restano uguali, salvo che contraddicano il nuovo posizionamento, e in quel caso serve un redirect 301.
- Togliere il builder senza aver misurato. Se la lentezza viene da immagini pesanti, script o hosting, il sito resta lento e non sai perché. Misura prima e dopo, e cerca la causa vera con PageSpeed Insights.
Domande frequenti su come togliere Elementor, Divi o WPBakery
Cosa succede se disattivo Elementor? Le pagine perdono il layout e mostrano il testo senza grafica o con codici al posto delle sezioni. Il lavoro non viene cancellato: se riattivi o reinstalli il plugin, i design tornano come erano (Elementor).
Perdo i contenuti se tolgo un page builder? Il testo resta nel database, il layout no. Per sicurezza copia comunque i testi fuori dalle pagine prima di cominciare.
Si può convertire Elementor in blocchi in automatico? Non del tutto. Non esiste un convertitore ufficiale e i plugin di terze parti gestiscono bene testi, titoli e immagini ma non widget, CSS personalizzato e contenuti dinamici (InstaWP). Noi rifacciamo le pagine e usiamo i convertitori solo per riprendere i testi.
Il sito va più veloce senza page builder? Spesso sì, soprattutto su telefono: ad agosto 2026 il 36,8% dei siti Elementor e il 53,1% di quelli con l’editor a blocchi superavano i Core Web Vitals su mobile. Ma dipende dal sito: se il problema sono immagini, hosting o script, il builder non è la causa.
Perdo posizionamento su Google? Non se tieni indirizzi, titoli, meta description e struttura dei titoli, e fai un redirect 301 per ogni indirizzo che cambia. I cali di solito arrivano da indirizzi cambiati senza redirect (InstaWP).
Quanto tempo ci vuole? Dipende dal numero di pagine. Per un rifacimento manuale InstaWP stima 20-40 minuti a pagina, una volta deciso il design. Non promettiamo tempi.
Con Divi e WPBakery vale la stessa procedura? Sì, cambiano le cose da controllare: con Divi il tema va sostituito, con WPBakery bisogna capire se è un plugin o parte del tema e di chi è la licenza. Noi l’abbiamo applicata a Elementor.
Il tuo prossimo passo
Non provare a rifare il sito in un giorno. Parti da tre azioni.
- Oggi: conta quante pagine usano davvero il builder. Nell’elenco delle pagine di WordPress sono quelle con il comando “Modifica con Elementor”, o il corrispondente di Divi e WPBakery.
- Questa settimana: misura la velocità di partenza con PageSpeed Insights su tre pagine tipiche, mobile e desktop, e salva i numeri.
- Entro il mese: decidi pagina per pagina se si tiene, si rifà o si toglie, guardando le visite reali.
Se vuoi capire se nel tuo sito conviene toglierlo, ne parliamo in una consulenza: partiamo dai numeri di velocità e dalle pagine che portano contatti. Qui trovi come lavoriamo ai siti web e alle landing page e alla SEO e GEO.



