Indice della guida
- In sintesi
- Perché la strategia di marketing viene prima della pubblicità
- I cinque pezzi di una strategia di lead generation
- Come creare una strategia di marketing
- Esempi di strategia di marketing
- Quanto spendere per un contatto
- Cinque errori da evitare nella strategia di marketing
- Esercizio
- Checklist della strategia di marketing
- Strategia di marketing con l’AI
- Domande frequenti
- La tua prossima mossa
Una strategia di marketing per la lead generation decide, prima di ogni campagna, a chi parli, cosa offri e cosa succede quando un contatto arriva. In questa guida trovi i sei passi che seguiamo noi, esempi reali di imprese di servizi e di locali e il calcolo del costo massimo per contatto. È pensata per chi oggi cresce con il passaparola e vuole attrarre clienti in target anche dal web.
In questa guida impari
- i sei passi da fare prima di spendere in pubblicità;
- tre casi con il nome del cliente e tre esempi dal lavoro di ogni giorno;
- a calcolare quanto puoi spendere per un contatto.
In sintesi: la strategia di marketing prima della pubblicità
Perché la strategia di marketing viene prima della pubblicità
Quando i clienti non arrivano, la prima reazione è comprare più visibilità. È comprensibile, ma spesso non è il punto.
Quando un lavoro non si chiude, quasi sempre il cliente non sceglie un altro fornitore: rimanda. Ci pensa dopo l’estate, continua con il passaparola. Più capisce cosa succederà, meno motivi ha per rinviare. Una strategia fatta bene serve anche a questo: ridurre il rischio che il cliente percepisce prima di decidere.
Per questo, in ogni progetto di lead generation, partiamo dalla consulenza di marketing e solo dopo scegliamo gli strumenti.
I cinque pezzi di una strategia di lead generation
Un sistema che porta clienti in target ha cinque pezzi. Sono le cinque leve del metodo Performance Leads, e l’ordine conta: la pubblicità viene terza.
- OffertaPerché una persona dovrebbe scegliere te e non un concorrente, senza parlare di qualità del prodotto?Se manca: Si compete solo sul prezzo.
- CreativitàCome faccio capire in pochi secondi a chi mi rivolgo e cosa offro?Se manca: L’annuncio si confonde con gli altri e attira le persone sbagliate.
- PubblicitàDove e a quale costo raggiungo chi mi interessa?Se manca: Si spende senza sapere cosa funziona.
- Pagina di atterraggioCosa vede chi clicca e cosa gli chiedo di fare?Se manca: I clic non diventano contatti.
- Gestione dei contattiChi richiama, quando e con quali parole?Se manca: I contatti arrivati si perdono.
I primi due pezzi sono scelte, non tecnica. Il terzo e il quarto sono tecnica, e sono quelli di cui si parla di più. Il quinto è quello che rischia di restare indietro, perché non si vede nelle campagne: ne parliamo nella guida sul post lead.
Come creare una strategia di marketing: sei passi prima di spendere in pubblicità
Parti dai numeri di oggi
Da dove arrivano oggi i tuoi clienti? Passaparola, telefonate, sito? Quanti contatti al mese, quanti preventivi, quanti contratti. Senza questo punto non sai cosa stai cercando di migliorare.
Capita che i numeri raccontino qualcosa di inatteso. In uno studio odontoiatrico nostro cliente, i preventivi partivano perlopiù da chi telefonava direttamente. Da lì la strategia è cambiata: meno attenzione ai moduli, più attenzione alla chiamata (il caso è più sotto).
Chiarisci chi è il tuo cliente ideale
Partiamo dalle vendite che hai chiuso senza discutere sul prezzo. Che tipo di cliente era? Che azienda aveva? Che situazione ti ha aiutato? È il cliente che compra più facilmente da te, ed è quello che vuoi trovare di più.
Costruisci l’offerta
L’offerta non è uno sconto. È il modo in cui ti presenti sul mercato in modo chiaro e diverso dagli altri. La domanda è: perché una persona dovrebbe scegliere te e non un tuo concorrente? E la risposta non può essere “per la qualità”, perché lo dicono tutti.
Calcola quanto vale un cliente
Questo numero decide quanto puoi spendere per un contatto. Ne parliamo più sotto, nel capitolo sul calcolo, perché è il passo che sblocca più decisioni.
Decidi chi risponde ai contatti
Chi richiama, entro quanto tempo, quante volte, con cosa dice. Nel nostro processo commerciale la prima chiamata parte entro due ore dal contatto e comunque entro ventiquattro. Più aspetti, più il contatto è freddo.
Scegli cosa misurare prima di partire
Contatti, appuntamenti, preventivi, contratti. E un CRM aggiornato: chiediamo ai clienti di tenerlo aggiornato proprio perché, senza dati completi, si rischia di decidere sul numero sbagliato.
Solo a questo punto ha senso scegliere il canale: Google Ads o Facebook Ads.
Esempi di strategia di marketing: casi dai nostri progetti
Due tipi di esempi. I primi tre sono casi con il nome del cliente e i risultati pubblicati nella nostra pagina dei casi studio. Gli altri tre vengono dal lavoro di ogni giorno: contengono numeri dei report dei clienti, per questo non ne citiamo i nomi.
Casi con il nome del cliente
Chiappa Arredamenti
Arredamenti per ristoranti
+159
richieste di preventivo. ROAS 13,6x con la lead generation.
Le leve usate: posizionamento sulla ristorazione, nuovo sito e foto, campagne Google Ads.
Cosa insegna: prima di comprare visibilità hanno deciso chi servire e cosa mostrare a chi arriva.
Leggi il caso →Curare Parodontite
Settore odontoiatrico
+100%
di fatturato in 4 anni. ROAS 6x con la lead generation.
Le leve usate: posizionamento su un solo problema, un percorso educativo per chi cerca informazioni e la segreteria che gestisce i contatti.
Cosa insegna: un’offerta su un problema preciso e un contatto gestito bene contano quanto l’annuncio.
Leggi il caso →Al Balurdù
Ristorazione
+50%
di fatturato in due anni. Circa 17,5 milioni di persone raggiunte nello stesso periodo.
Le leve usate: il titolare come volto del locale, i piatti simbolo, video su Meta e influencer.
Cosa insegna: l’offerta può essere una persona e un piatto riconoscibili. La pubblicità li amplifica.
Leggi il caso →Esempi dal lavoro di ogni giorno, senza nomi
Uno studio odontoiatrico nostro cliente: i numeri dicono da dove partire
Luglio 2026 è stato un mese instabile: abbiamo cambiato più volte le campagne per trovare contatti a un costo sano. Dati aggregati dello studio:
| Campagna | Spesa | Contatti | Costo per contatto |
|---|---|---|---|
| Facebook, campagna locale | 1.407 € (300 € remarketing, il resto notorietà) | 2 telefonate e 12 moduli | circa 100 € |
| Google, nome dello studio | 114 € | 4 telefonate | 28,50 € |
Nello stesso periodo lo studio ha inviato 2 preventivi, per un valore totale di 9.700 €. Guardando il CRM abbiamo visto che i preventivi andavano perlopiù a persone che avevano telefonato direttamente. Da lì la strategia si è spostata sulla chiamata. Con la nuova struttura di campagne introdotta a fine luglio, nei primi giorni di agosto il costo medio per contatto era di circa 9 € su Facebook e 4 € su Google. È un dato di inizio mese: lo aggiorniamo quando i numeri dei mesi successivi saranno consolidati.
Costo per contatto, prima e dopo la nuova struttura
Cosa insegna: un costo per contatto, da solo, non dice se un canale funziona. Serve sapere da dove partono i preventivi, e per saperlo il CRM deve essere aggiornato.
Un’azienda B2B del settore edilizia nostra cliente: non tutti i contatti sono uguali
A luglio 2026 la campagna su un prodotto tecnico ha speso 607 € e ha portato 35 contatti: 8 moduli e 27 download di cataloghi, per 17,34 € a contatto. Se contiamo solo i moduli, lo stesso budget vale circa 76 € a richiesta (calcolo nostro sui dati del report).
35 contatti, ma di due tipi
Cosa insegna: in un mercato B2B tecnico, chi scarica un catalogo e chi chiede un contatto sono due persone diverse. Vanno contati separati, altrimenti il costo per contatto sembra più basso di quello che è.
Un’azienda produttrice di tensostrutture nostra cliente: prima la diagnosi, poi le campagne
Quando le richieste sono calate, la prima domanda non è stata “cosa cambiamo nelle campagne?”. Abbiamo verificato la SEO: nessun calo di posizionamento sulle parole chiave principali, traffico in crescita del 20% rispetto all’anno prima e sito inglese in aumento grazie alle nuove case history. La parola chiave principale conta circa 480 ricerche al mese e non è in calo. Poi abbiamo chiesto al cliente il confronto dei fatturati per area, per capire dove era nato il problema.
Cosa insegna: se non sai dove perdi richieste, ogni modifica alle campagne è un tentativo.
Quanto spendere per un contatto: il calcolo del costo massimo
Un costo per contatto di 9 € o di 100 € non è alto o basso in assoluto. Dipende da quanto vale un cliente per te. Il calcolo è questo:
| Voce | Cosa significa | Esempio (numeri inventati) |
|---|---|---|
| Valore di un cliente | Il margine che ti lascia in tre anni, non solo al primo incasso | 3.000 € |
| Contatti che diventano clienti | Su 100 contatti, quanti firmano | 5 su 100 (5%) |
| Costo massimo per contatto | 3.000 € × 5% | 150 € |
I numeri dell’esempio sono inventati: servono a mostrare il calcolo, non sono dati nostri né di clienti. Rifallo con i tuoi con il calcolatore qui sotto. Poi lascia un margine: se spendi fino al limite, lavori in pareggio.
Calcola il tuo costo massimo per contatto
Numeri di esempio, inventati: sostituiscili con i tuoi. Nulla viene salvato o inviato.
Il limite di pareggio è il valore del cliente per la quota di contatti che firmano. Se spendi fino a quel limite, lavori in pareggio: per questo conviene lasciare un margine.
Il conto che blocca molte decisioni
In una call recente un professionista ha fatto questo ragionamento. Un investimento di 18.000 € l’anno, una prima consulenza a 300 €: servirebbero 60 consulenze solo per rientrare, e stimava almeno mille contatti per ottenerle. Conclusione: il canale non conviene.
Il conto è corretto, ma parte da un presupposto: che la prima consulenza debba ripagare tutto. Tre cose da guardare:
- La prima consulenza è un filtro: serve a selezionare chi è davvero interessato e a recuperare una parte dei costi. Non è il prodotto che fa guadagnare.
- Il valore di un cliente si calcola sugli anni in cui resta con te. E conta solo chi poi diventa cliente: è il secondo numero della formula.
- 60 consulenze all’anno sono cinque al mese. Servono davvero mille contatti? Non lo sappiamo finché non misuriamo quanti contatti in target arrivano alla prima chiamata, quanti alla seconda e quanti alla terza. Il dato, nel suo caso, non esisteva ancora.
La conclusione è prudente: può darsi che il canale non convenga. Ma è una conclusione che si prende con i numeri del percorso, non con un conto sul primo incasso.
Cinque errori da evitare nella strategia di marketing
- Partire dal canale. “Facciamo Facebook” è una risposta, ma la domanda giusta viene prima: cosa offri e a chi. Il canale si sceglie dopo, in base a come le persone cercano quello che vendi.
- Giudicare tutto sul primo incasso. Chi calcola il rientro solo sulla prima vendita ferma quasi ogni progetto. Il calcolo giusto parte dal valore del cliente nel tempo.
- Trattare i contatti del web come quelli del passaparola. Un contatto che arriva da un annuncio non ti conosce. Più è complesso quello che vendi, più serve accompagnarlo prima di chiedere un appuntamento.
- Non aggiornare il CRM. Senza dati completi si decide sul numero sbagliato. È quello che chiediamo sempre ai clienti, perché è da lì che si capisce da dove partono i preventivi.
- Cambiare tutto ogni settimana. Le campagne lavorano sullo storico dei dati: cambi continui di struttura o di budget fanno ripartire l’apprendimento. A luglio, in uno dei nostri progetti, i troppi cambiamenti hanno reso il mese instabile e i numeri difficili da leggere.
Esercizio: costruisci la tua strategia di marketing in 15 minuti
Prendi carta e penna. Servono 15 minuti e il tuo gestionale o un foglio con le ultime vendite.
- Pensa alle trattative che hai chiuso senza problemi di prezzo. Che tipo di cliente era? Che azienda aveva? Che situazione ti ha aiutato?
- Completa la frase: “Un cliente dovrebbe scegliere me e non un concorrente perché…”. Non puoi usare le parole “qualità” e “professionalità”.
- Quanto guadagni da un cliente in tre anni? E quanti contatti su cento diventano clienti?
- Chi richiama un contatto che arriva dal tuo sito, e entro quanto tempo?
Se non sai rispondere a una domanda, hai trovato da dove cominciare.
Checklist della strategia di marketing: prima di spendere un euro in pubblicità
Spunta le voci mentre rispondi. Le caselle restano salvate su questo dispositivo e non viene inviato nulla.
Strategia di marketing con l’AI: come prepariamo il lavoro
L’AI non decide la strategia. Prepara il materiale perché chi decide parta da dati ordinati. In studio usiamo Claude in tre momenti di questo lavoro:
- Dopo la call con un cliente: da appunti e trascrizione ricaviamo un riepilogo con decisioni, richieste aperte e cose da fare, indicando chi e per quando.
- Prima di una proposta: una skill prepara i contenuti della pre-analisi, i casi da mostrare e un controllo finale.
- Prima di ogni call: un briefing di una pagina con lo stato del progetto, i numeri recenti e le domande da fare.
Se vuoi provare, ecco due richieste da adattare.
“Ti incollo gli appunti di una call con un cliente. Estrai: cosa vende, a chi, perché lo scelgono oggi, cosa blocca la crescita. Per ogni punto indica se è un fatto detto dal cliente o una tua ipotesi, e segna cosa non sappiamo ancora.”
“Ecco la frase con cui presento la mia offerta. Sostituisci il mio nome con quello di tre concorrenti: dimmi quali parti reggono ancora e quali sono interscambiabili.”
In tutti e due i casi, la parte che conta è la richiesta di distinguere i fatti dalle ipotesi. Senza, un assistente AI tende a riempire i buchi con frasi plausibili. Per portare questo lavoro nei processi dell’azienda: AI per aziende.
Domande frequenti
Cos’è una strategia di lead generation?
È il piano che decide, prima delle campagne, a chi parli, cosa offri, cosa succede quando arriva un contatto e quali numeri misuri. La pubblicità ne è una parte.
Da dove si parte per creare una strategia di marketing?
Dai numeri di oggi e dal cliente che compra più facilmente da te. Sono i primi due passi del metodo e non richiedono nessuno strumento.
Differenza tra strategia di marketing e strategia di lead generation?
La strategia di marketing riguarda tutto: marchio, prezzo, canali, comunicazione. La strategia di lead generation si occupa di una cosa precisa: portarti persone in target che chiedono di parlare con te e accompagnarle fino alla vendita.
Quanto tempo serve per vedere i primi risultati?
Dipende da quanto tempo passa tra il primo contatto e la decisione di chi compra da te. Per questo si parte con un budget prudente e si aumenta solo sui numeri reali.
Meglio Google Ads o Facebook Ads?
Dipende da come le persone cercano quello che vendi: se lo cercano già su Google, ha senso partire lì; se non sanno ancora di averne bisogno, ti serve un canale che le raggiunga prima.
Posso fare i primi passi da solo?
Sì. I primi quattro passi, numeri, cliente ideale, offerta e valore di un cliente, sono decisioni tue, e capirle ti rende più solido anche quando poi lavori con qualcuno.
La tua prossima mossa
Non provare a fare tutto in un giorno. Parti da queste tre azioni.
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Vai all’esercizio →
Vai al calcolatore →
Se vuoi partire dai quattro numeri e dalla frase sull’offerta, ne parliamo in una consulenza: porta i dati degli ultimi tre mesi e li guardiamo insieme.
